“La fiducia dei tedeschi nel futuro della loro economia continua ad essere negativa. Gli indicatori elaborati dall’istituto di ricerca ZEW e pubblicati oggi mostrano, infatti, un deciso peggioramento dell’indice relativo al sentiment sulla situazione economica attuale, sceso a settembre a -19,9 punti dai precedenti -13,5, un calo superiore a quello atteso dagli analisti, che pronosticavano una riduzione a -15,0. Per osservare un valore analogo bisogna tornare addirittura al giugno del 2010, quando la Germania si trovava ancora nel mezzo della Grande Recessione mondiale. Un po’ meglio, invece, l’indicatore di sentimento economico che, sempre nel mese di settembre, è salito a -22,5 punti, dai precedenti -44,1 punti, un dato migliore dell’atteso -38,0. La Germania si trova attualmente in una fase di stagnazione e il prestigioso istituto IFO ha già detto che sarà molto probabile che l’economia entrerà in recessione tecnica nel terzo trimestre dell’anno, dal momento che si attende che il Pil dello stesso trimestre calerà del -0,1%, dopo il -0,1% fatto registrare nel secondo. La crescita del Pil per il 2019 dovrebbe quindi attestarsi soltanto al +0,5%, come stimato dallo stesso istituto.
Per l’Italia, che statisticamente cresce molto meno di Berlino, non sono ovviamente buone notizie. Il rallentamento dell’economia tedesca, causato in larga parte dalla crisi industriale, soprattutto manifatturiera, provoca una forte riduzione delle esportazioni per le nostre imprese fornitrici, considerando che la Germania è il primo partner commerciale europeo del nostro Paese. Inoltre, la pesante crisi dell’auto tedesca sta avendo effetti pesantissimi anche sul nostro comparto dell’acciaio, che rischia di chiudere i battenti, dato il forte calo della domanda mondiale che si sta registrando. Un’altra grana per il nuovo Governo giallo-rosso”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.