“C’è una considerazione da fare che va contro la possibilità di effettuare manovre espansive per questo Governo. La Banca Centrale Europea ha recentemente inaugurato un nuovo round di acquisti di titoli di Stato dei paesi dell’Eurozona. Una mossa che ha provocato l’immediata diminuzione dei rendimenti dei nostri BTP. Ma la strategia di Draghi è osteggiata da un numero sempre crescente di Stati. Ultima, in ordine di tempo, la Francia, dopo che la Banca centrale francese, tradizionalmente una colomba nelle politiche monetarie, si è allineata alla posizione dei paesi nordici, i più strenui avversari delle politiche monetarie espansive, che essi ritengono una tassa sul risparmio dei loro cittadini.
Con l’avvento della francese Christine Lagarde alla guida della BCE, la maggioranza andrebbe quindi a favore dei rigoristi, che premono per un immediato ritorno a politiche monetarie più normali. Sarà quello il momento in cui gli investitori torneranno a vendere i BTP. La riduzione del costo del debito pubblico che stiamo osservando è, quindi, soltanto temporanea, inutile illudersi. Per questo motivo è opportuno sfruttare questo momento di bassi rendimenti per abbassare, e non aumentare, deficit e debito. Altrimenti, quando ci sarà l’aumento dei rendimenti, il maggior costo dovrà essere pagato dal futuro Governo e, come al solito, dai cittadini”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.