“A furia di occasioni mancate, gli investitori internazionali hanno ricominciato a scommettere contro i nostri titoli di Stato, tanto che oggi i rendimenti sul BTP decennale hanno sfiorato quota 1,5%, tornando ai massimi dallo scorso agosto e a circa il doppio del valore registrato lo scorso ottobre, quando la fiducia dei trader nei confronti del “nuovo corso” del Conte 2 era massima. Come riportato da tutti i giornali, ormai i nostri rendimenti sono i più alti dell’Eurozona, superiori perfino a quelli della Grecia, che pure aveva ristrutturato il proprio debito.
Con questi livelli, è chiaro che la stima delle spese per interessi sul debito fatte dal Governo nella Nota di aggiornamento al DEF (lì si ipotizzava un risparmio di circa 36 miliardi in 3 anni) devono già essere riviste al rialzo. Il che comporta un aumento di spesa (e di deficit) di qualche miliardo di euro nei prossimi anni. Senza considerare che presto la BCE potrebbe decidere di non sostenere più il programma di acquisto dei titoli di Stato dell’eurozona o di alzare i tassi d’interesse verso livelli più tradizionali, per non penalizzare la profittabilità del sistema bancario europeo”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.