“Ci saranno delle importanti aste del Tesoro prima e dopo le elezioni del 26 Gennaio. Nel caso in cui i rendimenti d’asta dovessero confermarsi agli stessi livelli di quelli che si stanno verificando sul mercato secondario, per i conti pubblici italiani (in particolare per il nostro deficit pubblico) sarebbe un salasso.
Ricordiamo, infatti, che le spese per interessi sul debito dipendono proprio dai rendimenti d’asta e che queste erano state previste in netto ribasso dal Tesoro lo scorso Settembre con la Nadef, in virtù della discesa dei rendimenti che si stava verificando appena dopo l’insediamento del Governo giallorosso. Ora, quelle previsioni sono già completamente da riaggiornare, questa volta al rialzo, per circa una decina di miliardi di euro nei prossimi 3 anni. Un salasso che toglie ancora più spazio alla possibilità per il Governo di tagliare le tasse a famiglie e imprese, dopo che questo si era già ridotto per via dei 47 miliardi di euro che dovranno essere trovati nelle prossime leggi di bilancio dei prossimi due anni, per evitare lo scatto delle clausole di salvaguardia su Iva e accise”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.