“Il Partito Democratico ha festeggiato a lungo la vittoria (di misura) in Emilia Romagna, regione rappresentata come modello esemplare di gestione amministrativa ed economica da parte della sinistra. Purtroppo per il Partito Democratico, e soprattutto per gli italiani, ci penserà l’ISTAT venerdì a riportare tutti alla dura realtà dei dati, in particolare quelli sulla crescita. Stando alle aspettative degli analisti, infatti, il Pil del quarto trimestre del 2019, che sarà appunto pubblicato venerdì, dovrebbe aver avuto una crescita pari a zero, mentre quello annuale soltanto del +0,1%. L’ISTAT confermerà quello che è noto, ovvero che l’Italia è in piena stagnazione. Di chi è la colpa? Evidentemente delle politiche economiche assistenzialiste varate dal Governo Conte 1 e proseguite dal Governo Conte 2, che hanno avuto impatto zero, o addirittura negativo sul Pil, rappresentando un vero e proprio salasso per le nostre finanze pubbliche. Miliardi di euro buttati in politiche assistenzialiste, quando quelle risorse avrebbero potuto essere utilizzate per abbassare le tasse o per finanziare infrastrutture.
C’è di più. Un recente rapporto di Mario Deaglio per il Centro Studi Einaudi e UBI Banca, ha dimostrato come l’Italia sia l’ultima nazione europea per crescita e come i divari tra regioni siano evidenti. Il Nord-Est (guidato dal centrodestra) prospera, il Nord-Ovest (anch’esso guidato dal centrodestra) avanza, mentre il Centro, soprattutto il Lazio (guidato dal centrosinistra) e il Sud (guidato in gran parte dal centrosinistra) sono fuori dai giochi. La conclusione dello studio è che l’Italia continua a essere “l’ultima della classe” nella UE, a fronte di una “ripresa anemica dappertutto”. Così, a dieci anni dalla Grande crisi, il Paese è tornato “in prossimità della crescita zero”. Anche il Fondo Monetario Internazionale prevede che il Pil italiano non crescerà oltre un tasso da zero virgola per i prossimi anni. Proprio un bel risultato, quello raggiunto dagli ultimi governi”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.