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MILLEPROROGHE: BRUNETTA, “GOVERNO MAESTRO DI AMBIGUITÀ, NON VUOLE APPLICARE LE NORME DI TRASPARENZA SUGLI STIPENDI DEI DIRIGENTI PUBBLICI”

 

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“I campioni della trasparenza, oggi al Governo, sono diventati i campioni dell’ambiguità. Facendosi scudo di una recente sentenza della Corte Costituzionale, nel Milleproroghe il Governo ha prorogato a fine 2020 il termine per la pubblicazione da parte delle pubbliche amministrazioni dei compensi e dei dati reddituali e patrimoniali dei dirigenti pubblici. Questa norma di trasparenza era stata introdotta grazie alla legge contro l’illegalità nella pubblica amministrazione (n.190 del 2012), presentata nell’estate del 2011 dal sottoscritto in qualità di Ministro per la Pubblica amministrazione.

Come correttamente osservato dall’Autorità anticorruzione in una specifica segnalazione, la norma introdotta dal Governo, non solo travisa il contenuto della sentenza della Consulta, che si era limitata a graduare gli obblighi di pubblicazione dei dati ai soli dirigenti con compiti di gestione di risorse umane organizzative ed economiche “di elevatissimo rilievo”, ma addirittura esclude l’Autorità anticorruzione dai soggetti coinvolti nella revisione della normativa, contravvenendo a quanto previsto dalla legge anticorruzione.

Il Movimento Stelle, che si professa campione della trasparenza e della lotta alla corruzione, è ormai al Governo da quasi due anni, nel corso dei quali non è riuscito a far applicare una norma di trasparenza che attende di essere applicata da quasi sette anni. Viceversa è diventato maestro di sottogoverno, di ambiguità e di asservimento al potere burocratico”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, già ministro per la Pubblica amministrazione e Innovazione nel IV Governo Berlusconi.