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CONTI PUBBLICI: BRUNETTA, “DEFICIT OLTRE IL 2,5% E DEBITO AL 140%: BRUXELLES CONSIGLIA IL GOVERNO DI CAMBIARE STRATEGIA DI POLITICA ECONOMICA, MA HA ANCORA UN SENSO TUTTO CIÒ CON LA CRISI DA CORONAVIRUS?”

 

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“Le previsioni sulla finanza pubblica della Commissione europea sono sovrastimate. Con una previsione di crescita del Pil pari al +0,3%, il rapporto deficit/Pil è stimato al 2,3%, di un decimale più alto rispetto a quello concordato con il Governo italiano lo scorso ottobre. Considerando che l’elasticità del deficit pubblico rispetto al Pil è statisticamente pari a 0,5, se si usassero le previsioni più attendibili di un calo pari al -0,1% del Pil, il deficit/Pil salirebbe a circa il 2,5%. Se poi le previsioni di Nomura fossero confermate, il rapporto salirebbe invece verso il 3,0%, ai limiti della soglia stabilita dal trattato di Maastricht. Anche il rapporto debito/Pil dovrebbe essere rivisto al rialzo, rispetto al 136,8% nel 2020 e al 137,5% nel 2021 stimato ieri dalla Commissione. Probabile, con le ipotesi di crescita riviste al ribasso che entro il prossimo anno il rapporto salga verso il 140,0%.

Le raccomandazioni della Commissione, tuttavia, non riguardano soltanto la crescita economica ma anche la scarsa produttività, lo stock di debito pubblico, l’elevata spesa pensionistica, il sistema giudiziario inefficiente e l’assenza di politiche per la concorrenza. Su queste questioni, il Governo giallorosso non ha mai lavorato, dal momento che l’unica politica economica che si è limitato a fare è stata quella di aumentare la spesa pubblica per misure assistenzialiste, come quota 100 e reddito di cittadinanza, con effetti pari a zero sul Pil. Bruxelles gli ha suggerito ancora una volta di cambiare strategia.

Ma con la recessione in atto, ha ancora senso tutto ciò?”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.