“Sulla questione dell’utilizzo del MES, il cosiddetto “fondo salva-stati”, la posizione di Forza Italia è chiarissima. Considerata la situazione causata dalla crisi del coronavirus, è indispensabile utilizzare i fondi parcheggiati presso il fondo a vantaggio non dei singoli Stati membri (in difficoltà) ma di tutta l’Eurozona in crisi. Attualmente, infatti, il MES sta funzionando come una normale banca d’affari pubblica. Il fondo non è più intervenuto dopo gli le azioni effettuare negli anni della crisi dell’euro a supporto delle difficoltà degli stati, ma si è limitato a investire in attività sicure i fondi versati dagli stati membri. E’ chiaro che così non può andare avanti. Così come non può funzionare, in questo momento, la subordinazione della concessione dei fondi al paradigma “interventi in cambio di riforme”, previsto dagli articoli 3 e 12 del trattato istitutivo, in altri termini Troika e commissariamento degli Stati in difficoltà”.
Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.
“In questa emergenza pandemica, le risorse vanno allocate senza condizioni, pensando eventualmente all’emissione di bond ad hoc per fronteggiare la crisi. Il MES è nato per intervenire nei confronti degli stati in caso di default, o di pre-default finanziario, come avvenuto nel caso greco. Con questa crisi, non può non esserci una modifica dell’oggetto dell’intervento, che è la risoluzione di una crisi sanitaria e, di riflesso, finanziaria. Fino a qualche giorno fa l’Europa ha avuto la green economy e i green bond per finanziarla come mantra di policy. Non si capisce quindi perché, in una situazione come questa, che ha preso il sopravvento persino sull’emergenza del climate change, non si possa pensare all’emissione di healthcare bonds, titoli di debito specifici da utilizzare in questa situazione, mirati e per tutto il tempo che occorre. E’ chiaro che l’emissione di titoli da parte di un veicolo finanziario europeo, con alto rating, permetterebbe il collocamento a rendimenti più bassi di quelli che spunterebbero in questo momento i singoli stati, soprattutto quelli in maggiore difficoltà finanziaria. Un principio di diversificazione del rischio possibile solo per strumenti, dunque, emessi su scala europea, garantiti dall’Unione Europea”.
“Per far questo – prosegue – occorre, però, l’unità politica tra i vari paesi dell’Unione. In assenza di questa e in presenza di anacronistici veti o retropensieri da parte dei paesi del Nord Europa, tanto vale sciogliere lo strumento e restituire i fondi versati ai singoli paesi membri, dal momento che nessuna riforma del MES, come quella che doveva essere firmata dall’Eurogruppo e rinviata a data da destinarsi nell’ultima riunione, è pensabile da parte italiana se non si arriva nel più breve tempo possibile a un accordo sul MES come fondo “salva Europa”. Per questo esortiamo nuovamente il presidente del consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri a far sentire la loro voce in Europa, affinché il MES venga utilizzato incondizionatamente, senza alcuna Troika, trasformando lo strumento (anche attraverso apposite modifiche del trattato) da “fondo salva stati”, lo ripetiamo, a fondo “salva Europa”, secondo la proposta sostenuta anche dai gruppi popolare, socialista, liberale e dei verdi del Parlamento Europeo. Invitiamo, inoltre, il premier Conte e il ministro Gualtieri a lavorare su questa linea coinvolgendo il parlamento e riferendo alle Camere su ogni passaggio relativo alle prossime interlocuzioni europee e sulle modifiche del trattato nel senso indicato”.