CORONAVIRUS: BRUNETTA, “I RENDIMENTI DEI BTP TORNANO A SCENDERE E CON LORO LO SPREAD, IN ATTESA UN CONSIGLIO EUROPEO (PURTROPPO) CHE RINVIERÀ ANCORA LE DECISIONI”
“I rendimenti dei BTP sono tornati a scendere, e con loro lo spread, dopo che questo era salito fino a 270 punti base ieri, per via dei timori legati ad un possibile downgrade del debito italiano da parte dell’agenzia di rating Standard and Poor’s, con il giudizio previsto per domani sera, e al possibile nulla di fatto alla riunione del Consiglio Europeo di oggi.
Il Consiglio dei capi di Stato e di Governo dovrà decidere, infatti, sul programma d’intervento comunitario da circa 2.000 miliardi di euro, basato su 4 pilastri finanziari (BEI, SURE, MES e Recovery Fund), necessario per contrastare la crisi economica e finanziaria dell’Europa”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.
CORONAVIRUS: BRUNETTA, “LA BCE ACCETTA BOND ‘SPAZZATURA’ IN CASO DI DOWNGRADE, IL RISCHIO È CHE COMUNQUE AUMENTINO LE VENDITE NELLE PROSSIME ORE”
“I rendimenti dei Btp sono scesi soprattutto per effetto della decisione presa ieri della Banca Centrale Europea di effettuare azioni per mitigare l’impatto di possibili downgrade sui debiti sovrani degli Stati dell’Eurozona. Più precisamente, la BCE ha deciso di accettare temporaneamente i cosiddetti “junk bond”, ovvero titoli con rating scesi due gradini al di sotto dell’ultimo livello di investimento “BBB-, rendendoli idonei come garanzia collaterale delle banche che si finanziano nell’Eurosistema. Il problema è che, nonostante la decisione della BCE, molti grandi fondi d’investimento, per statuto, non possono acquistare sovereign bond con rating “junk” e quindi le vendite potrebbero proseguire nelle prossime ore”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.
CONSIGLIO EUROPEO: BRUNETTA, “IL VERTICE DECIDA L’AMMONTARE COMPLESSIVO DELL’INTERVENTO ANTI-CONVID, AL CONTRARIO SAREBBE UN PESSIMO SEGNALE PER L’EUROPA E PER I MERCATI”
“I mercati rimangono in attesa di conoscere le decisioni che prenderanno i capi di Stato e di Governo dell’Unione oggi pomeriggio. In particolare, si aspettano che, al di là delle mere dichiarazioni di intenti sulla necessità di aumentare la solidarietà tra paesi europei, i leader politici decidano esattamente l’ammontare complessivo dell’intervento (quanti miliardi di euro), le dotazioni assegnate ad ogni singolo pilastro (SURE, BEI, MES, Recovery Fund), gli strumenti necessari per finanziare gli interventi (prestiti, garanzie, trasferimenti a fondo perduto), gli strumenti necessari per raccogliere i fondi sul mercato, con relativi emittenti, rendimenti e condizioni per il rimborso e l’orizzonte temporale entro il quale i prestiti agli Stati dovranno essere pagati. Passerà la soluzione caldeggiata dalla Spagna di finanziare gli interventi attraverso l’emissione di perpetual bond? Oppure passerà la bozza che presenterà la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, che sulla base dell’articolo 122 del TFUE dovrebbe permettere alla Commissione di emettere debito fino a 320 miliardi di euro sui mercati, con metà di queste risorse che dovrebbero finanziare prestiti agli Stati membri e l’altra metà che dovrebbe essere utilizzata per stanziamenti diretti attraverso il bilancio Ue? Secondo questa bozza, gli Stati membri sarebbero chiamati a ripagare i prestiti dopo il 2027 con un orizzonte temporale molto lungo.
Non è escluso che parte del debito possa essere pagato attraverso nuove risorse proprie. La bozza del piano prevede altri 200 miliardi dal bilancio Ue per aiutare a finanziare i piani di ripresa nazionali, in particolare attraverso lo strumento di bilancio per la convergenza e la competitività che era stato proposto per la zona euro. La Commissione, infine, dovrebbe anticipare l’esborso di 50 miliardi di euro della politica della coesione nel 2021 e 2022 per generare 150 miliardi di spesa con il cofinanziamento nazionale a favore di mercato del lavoro, sanità e Pmi. Nessuna soluzione è da escludere. L’importante è che il vertice di oggi non si concluda con un nulla di fatto. Quello sì, sarebbe un pessimo segnale per l’Europa e per i mercati finanziari, che tornerebbero subito a vendere, più di quanto stanno già facendo”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.