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RENZI. E’ tornato dall’Aja, ahia! Il disastro delle province e altri cataclismi governativi in vista

 

 

 RENZI

Di ritorno dall’Aja per mettere mano ai dossier (?), Renzi ci regala giornate di vuoto pneumatico. Assenza, inesistenza, che si avvertono più forti quando per puro caso rinunzia a tirare petardi in piazza. Assistiamo a un governo vecchissimo, quasi paralizzato. Sembrano tutti seduti sul muretto per l’aperitivo, incapaci di tutto.

 

Non è stato approntato un solo documento che determini e specifichi azioni di governo. L’unico pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, quello che consente maggior flessibilità ai contratti di lavoro ed ha la firma di Poletti, è buono. Per questa ragione sarà stravolto, come tutto ciò che nasce con la garanzia di Renzi. Il Polettum è oggetto di attacchi furiosi da parte di buona parte del Partito democratico e della Cgil al completo. Dunque aspettiamoci il peggio. Non è e non sarà una faccenda isolata. È la condizione strutturale di questo esecutivo. Esso nasce intorno a un Presidente del Consiglio che non è espressione di una elezione popolare. Questo è un obbrobrio perché dà al governo una maggioranza incostituzionale per le note e sentenziate ragioni. Ma a questa debolezza giuridica e morale, se ne aggiunge una pratica.

 

 

I gruppi parlamentari sono espressione di elezioni che hanno portato alla Camera dei deputati D Il Mattinale – 26/03/2014 20 candidati espressi da Bersani, gonfiatissimi da un premio di maggioranza fasullo. Questo spiega l’impasse del governo. Non che prima Renzi avesse le idee chiare e distinte, a parte la trovata delirante di infilare 80 euro in busta paga, senza avere coperture, pur di farsi propaganda per le elezioni europee. Ma ora Renzi scivola anche sul terreno asciutto. La sua maggioranza ha rischiato di schiantarsi su un disegno di legge firmato dal suo numero due, il sottosegretario Delrio. Un disegno pessimo, che finge di abrogare le province per riproporre il mostro delle Città metropolitane, che sarebbero oggi tutte in mano al Pd. Eppure anche su una legge graditissima a tutta la sinistra, per gli ovvi motivi di potere, se l’è cavata per tre voti. Forse è per questo che Renzi non sta presentando nulla. Qualsiasi idea, anche se la parola è esagerata, rischia di essere fatta a pezzi da una maggioranza autoimmune. Gli resta una chance. Renzi dia una mossa al processo delle riforme. Serri le fila del suo partito perché passi l’Italicum al Senato rapidamente, e si decida infine a spiegare che razza di Senato ha intenzione di proporre, perché abbiamo perso il conto dei progetti usciti dai suoi esperti, e non vorremmo confondere il numero 3 scambiandolo per il 3 bis.

 

 

Intanto alla Camera stiamo conducendo una bella guerra contro un provvedimento ipocrita e demagogico sul voto di scambio, il 416/ter: formalmente sarebbe contro la mafia, in realtà fornisce alle cosche una gratuita licenza di uccidere il politico nemico con calunnie a poco prezzo. E – buona notizia – Alfano e l’Ncd sono d’accordo con noi. Interessante…

 

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