Socialize

GOVERNO. Pensioni minime a 800 euro. La proposta di Berlusconi per far star meglio chi soffre e far crescere la civiltà curandosi di chi in silenzio fa più fatica

 
 

bERLUSCONI rENZI

La differenza tra Berlusconi e Renzi sta proprio in una idea della vita e della politica. Renzi si occupa delle elezioni e di come vincerle, a qualsiasi prezzo: voto di scambio, slogan, promesse illusorie. Berlusconi ha una visione larga, da autentico statista, e vede i bisogni di tutti, specie di chi fa più fatica, e nessuno rischia di accorgersene, perché questa è gente silenziosa, che pena e non si lamenta.

 

I pensionati al minimo! Farli star meglio giova a loro, ma è anche una crescita di civiltà.

 

Da qui la proposta di Silvio Berlusconi e di Forza Italia.

 

Il nostro contratto con gli italiani del 2001 prevedeva «l’innalzamento delle pensioni minime ad almeno 1 milione di lire al mese».

 

Lo abbiamo fatto con la Legge finanziaria per il 2002 (516,46 euro) che ha interessato 1.835.000 pensionati ed è costata alle casse dello Stato circa 2 miliardi di euro.

Dal 1° gennaio 2002, pertanto, per effetto della Legge finanziaria del governo Berlusconi, le pensioni minime in Italia sono passate da 392,69 euro al mese a 516,46 euro al mese. Una maggiorazione pari a 123,77 euro al mese = 1.609 euro all’anno.

 

Dopo più di 10 anni, questi importi sono stati solo parzialmente aggiornati all’inflazione. E, soprattutto, nell’adeguamento non si è tenuto conto del passaggio dalla lira all’euro e dei relativi squilibri nella formazione dei prezzi.

 

Ne deriva che il potere d’acquisto dei pensionati è crollato.

Noi vogliamo restituire loro quanto perso nel decennio a causa dell’inflazione e dell’euro. Abbiamo individuato in 800 euro al mese il corrispondente nel 2014, in termini di potere d’acquisto reale, dei 516,46 euro del 2002.

 

Prevedere che nessun pensionato in Italia abbia un reddito inferiore a 800 euro al mese è un atto di giustizia sociale e di continuità rispetto al nostro impegno.

 

Le pensioni minime, dunque, passeranno dagli attuali 631,87 euro al mese a 800 euro al mese: 168,13 euro in più ogni mese = 2.185,69 euro all’anno.

 

 Questo provvedimento, già pronto nella forma di Decreto Legge sulla falsa riga dell’articolato della Legge finanziaria per il 2002 andrà a beneficio di 1.171.962 pensionati italiani, con un costo per la finanza pubblica di poco più di 2 miliardi di euro.

Per approfondire su NESSUN PENSIONATO IN ITALIA AVRÀ MENO DI 800 EURO AL MESE

leggi le Slide 666       

www.gruppopdl-berlusconipresidente.it

 

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI, WWW.ILMATTINALE.IT