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FORZA ITALIA. La rimonta di Berlusconi. I moderati devono votare se stessi, non prestare il voto a chi lo userà per ucciderli. Cioè Renzi, Grillo, e l’astensione (che è la stessa cosa). Il caso tedesco mostra chi sono i nemici dell’Italia. Il Senato? Chiudiamolo e basta

 

Rimonta

1)  Se avessimo avuto bisogno di una prova, la realtà di questi giorni ne fornisce a iosa. I moderati devono dare il voto a se stessi. Non devono prestarlo a chi ne farà un uso disgraziato per le sorti dell’Italia. Guai a lasciarsi attrarre dal fantasma colorato di Renzi o da quello digrignante di Grillo, oppure dalla nebbia dell’astensione, che oggi è un modo involontario di dar man forte a chi ucciderà il ceto medio. I moderati devono votare se stessi, e l’unico che in questi vent’anni ha saputo interpretarne ideali ed interessi è stato Berlusconi. Chiedetevi altrimenti perché l’hanno perseguitato e lo stanno ancora martoriando…

 

2)   Berlusconi sposta il vento, cambia l’inerzia delle cose. Sono bastate pochissime uscite pubbliche del leader di Forza Italia e l’attenzione non solo italiana, ma europea, si è concentrata su di lui e sulle sue proposte.

 

3)   Tutto questo si spiega con il carisma, quella cosa strana che uno ce l’ha o non ce l’ha, e non si sa da dove viene. Ma questo carisma di Berlusconi non è una magia: ma è legato a una capacità eccezionale di leggere la storia del presente, i bisogni della gente, interpretando le domande autentiche e trascurate di ogni categoria sociale, anzi di ogni singolo, donna o uomo, anziano o giovane.

 

4)   Tutto questo è insopportabile ai poteri forti che hanno scelto di appoggiare visibilmente Renzi, o in alternativa – paradossalmente ma non troppo – Grillo. Non è un caso che Berlusconi stracciando le convenzioni del pensiero unico abbia catturato nuovi fulmini, come del resto accade alle guglie. Non contenti di averlo sanzionato con una condanna mostruosa, ed ora angariarlo con limitazioni della libertà e servizi rieducativi, adesso cerchino di consegnarlo al recinto degli appestati.

 

5)   Berlusconi ha toccato il punto decisivo, chiedendo agli italiani di non votare il supertedesco Schulz alla Presidenza della Unione Europea,  come vuole la sinistra di Renzi.

 

6)   Il problema è l’Europa germanizzata, l’Unione Europea che ha mani filo-tedesche che ne governano i meccanismi. La  crisi non è colpa degli italiani. La Germania ha puntato a denigrarci per sottometterci con una politica economica assassina, da pianta carnivora che mangia le nostre risorse inventandosi l’imbroglio dello spread.  Essa ci ha costretto con il governo Monti e con le trame di Napolitano a metterci in ginocchio dinanzi a lei e a ricevere, come se fosse un’ostia consacrata, la sua politica di austerità infame.

 

7)   Tra i primi ad accorrere in difesa della Merkel e di Schulz, che non ne avrebbero avuto francamente bisogno, è stata la banda di Shangai, cioè Renzi e i suoi compagni di Twitter. Ha dimostrato così di quali poteri forti sia espressione. E che le sue riforme sono finte, fintissime. Un inganno che ci impegniamo ogni giorno a smascherare, qualunque forma prendesse.

 

8)   Esempio: il Senato. Renzi con tetragona determinazione cambia le sue forme ogni giorno. Accordandosi ora con questo ora con quell’esponente del suo Partito democratico, quasi fosse una faccenda privata delle sue botteghe sempre oscure, nonostante le slides e i pesciolini rossi.

 

9)   Noi non ci stiamo. Non accettiamo né il metodo, quello cioè di cambiare e poi imporre il cambiamento a Forza Italia in nome della responsabilità. Né per i contenuti. Il Senato renziano è davvero una mala bestia. Senza democrazia, con costi esosi, per un dopolavoro per sindaci e consiglieri regionali in vacanza. Un apparato gigantesco per niente. Tanto varrebbe abrogarlo e basta. Questo sì sarebbe un risparmio.

 

10)  Ci sia consentita una osservazione. Se il costo della politica, incarnata specialmente dal Senato, è insostenibile.  Se il bicameralismo perfetto è assurdo, è un freno alla necessaria rapidità delle decisioni legislative da prendere, dunque è urgente da abrogare.  E noi su questo siamo arci d’accordissimo. Allora perché Renzi vuol far durare la legislatura fino al 2018? Cos’è un patto con Alfano? O la paura di finire con le ossa rotte in un confronto con Berlusconi? Di certo il patto era, è e sarà: legge elettorale maggioritaria, abrogazione del Senato (ma sì, tagliamolo e via, e vendiamo Palazzo Madama alle Coop o a Eataly e i suoi costosi dipendenti a casa), e voto. Che ce ne facciamo di una baracca costosa per altri quattro anni? Soprattutto: perché tenerci un Renzi ingannatore e maliardo ancora per tutto questo tempo? Non esiste. Il voto europeo non può valere come surrogato di quello politico, per dare a Renzi una legittimità che non può trovare in urne estranee. Ogni cosa ha la sua essenza.

 

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