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GOVERNO. Caro Letta, o decidiamo insieme, o decidere tocca al popolo

 

 

Letta

Lo diciamo con dispiacere. Presidente Letta così non va. Si discute, poi si decide insieme. Perché no? Teme di inimicarsi qualche giornalone?

 

C’è il rischio di una involuzione grave di metodo prima ancora che di contenuti nella conduzione dell’esecutivo e nei rapporti con la maggioranza. Invece che aprire le porte alle forze che la sostengono per dialogare, cambiare, migliorare, trovare strade per abbassare le tasse, riformare la giustizia, che fa il premier? Si isola con i suoi ministri e i suoi tecnici, magari girando il mondo.

 

Non chiediamo la luna, ma il rispetto del Letta-pensiero. Ricorda? Fu lei a individuare come motore di idee e di compromessi nobili uno strumento: la cabina di regia. Citiamo dal suo discorso per la fiducia del 29 aprile: “Ritengo centrale il ruolo del Parlamento, … con la creazione di luoghi permanenti di codecisione, ai quali parteciperò personalmente, tra il governo e le forze politiche che lo sostengono”. Invece che fa? Rinuncia? Perché?

 

Da settimane chiediamo questa cabina di regia. E ora la decisione di concepirla senza la potenza costruttiva che sola può derivare dall’apporto delle forze parlamentari che rappresentano il popolo sovrano. Non era un espediente linguistico. Infatti insistette con alcune parole alate per togliere la patina di politichese da quella formula. E parlò, incoraggiando se stesso a un lavoro comune, di “sfide che appaiono gigantesche. Anche la sfida di metterci insieme per affrontarle”. Ora che fa? Rinuncia sul più bello, cioè sul più difficile?

Letta 1

 

Rileggendo quelle parole su cui votammo la fiducia, riluce una formula: “luoghi permanenti di codecisione”. Codecisione permanente. Codecisione: l’abbiamo presa e la prendiamo sul serio. Noi non codecideremo mai una Legge di Stabilità dove si alza la pressione fiscale, dove le tasse sulla casa salgono su base annua da 20 miliardi del 2013 a 30 del 2014. D’altra parte, la “cabina di regia” è stata da lei intelligentemente proposta come rimedio alla mancata elaborazione di un patto di coalizione, un contratto sulle cose da fare e sul modo di farle, come quello che fu siglato da Cdu-Csu e Spd nel 2005, alla base della Grosse Koalition, esattamente quello che in Germania si sta approntando di nuovo.Codecisione permanente o contratto di legislatura: tertium non datur.

 

Ci rendiamo conto. Se uno pronuncia con fare serio le parole “cabina di regia” o “luoghi permanenti di codecisione” davanti a un gruppo qualsiasi di cittadini italiani sbuffanti sul tram, all’uscita da un cantiere, o all’ingresso di un supermercato, rischia il linciaggio. E se lo merita anche. Ma “decidere insieme” questo lo capiscono tutti. Insieme per decidere! Altrimenti a decidere sarà chiamato il popolo italiano.

 

 

PER APPROFONDIMENTI, CONSULTA “IL MATTINALE – 29 ottobre 2013″