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Renzi sovraesposto. Uomo solo al comando. Se la cava con battute su Forza Italia. Così non va. Impari da Berlusconi la capacità di coinvolgere tutti in scelte gravi. Noi non siamo per il tanto peggio tanto meglio

 

Basta fare zapping, non solo tra i Tg o i canali all News, ma anche nella cosiddetta tivù generalista per rendersi conto di una tragica e amara realtà.

Siamo letteralmente sommersi dal presenzialismo del nostro Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Unasovraesposizione mediatica senza precedenti.

Qualcuno ha provato a quantificare in 6/7 ore giornaliere la sua presenza quotidiana e francamente non silente nelle case degli italiani.

Interviste a Telegiornali, dirette all News che lo seguono passo passo in ogni sua “impresa”, conferenze stampa (sul nulla) a ripetizione, “Ballarò”, “Che tempo che fa”, la Cnn. Di tutto di più. L’immagine plastica di questo governo: un uomo solo al comando.

Matteo Renzi “sta diventando un pericolo”. Queste parole non sono nostre, ma di un ex sostenitore del premier: Diego Della Valle. Il risultato del Pd alle europee, secondo il patron di Tod’s “non appartiene tutto a lui, non gli può dare il diritto di pensare che il Paese è suo o che la Costituzione può essere riscritta da una ragazza perbene ma completamente inadatta”.

E ancora, dice Della Valle parlando della squadra di governo, ieri sera a “Servizio Pubblico”: “Se escludete alcuni casi, molte persone non sono adeguate, alcuni hanno esperienza, altri hanno maturità politica, ma molti sono partiti da paesetti vicino Firenze e se guardiamo il curriculum non c’era un motivo se non l’amicizia di Renzi”.

Purtroppo le cose che abbiamo riportato fotografano alla perfezione la realtà di questi mesi. Un uomo solo sul trono convinto di poter fare tutto in autonomia e una compagine governativa composta da elementi “deboli” proprio per permettere al premier la massima autonomia di manovra.

Così non va, caro Matteo. In questo, e in molto altro, dovresti imparare dal Presidente Silvio Berlusconi e dalla sua capacità di coinvolgere tutti nelle scelte gravi e difficili.

Ma Renzi niente, continua per la sua strada. Continua con la tua strategia degli annunci, degli spot, degli slogan, dei falsi aut aut. La tecnica l’abbiamo già studiata.

Promettere 100, suscitare meraviglia.

Poi quando è il momento di controllare se il 100 è diventato realtà, ecco che Renzi promette 300, sullo stesso tema o su altri, impedendo la verifica e la discussione sui fatti, poiché costringe solo a decifrare le parole.

In questi giorni ha attaccato (con stima e rispetto) la cancelliera Merkel.

“Non ci tratti da studenti”, ha detto andando in soccorso alla Francia. Il problema, e la vera differenza ad esempio tra lui e Hollande, è che Hollande il 3% prima lo sfora e poi rivendica il diritto a farlo, Renzi alza la voce (ma non troppo) e poi si accuccia sotto la vestaglia di nonna Germania.

Can che abbaia non morde. Si limita ai “bau bau” come efficacemente ha detto stamattina Matteo Salvini a Sky.

Sul fronte interno, con una coerenza che per una volta ci pare un grave vizio, il nostro Presidente del Consiglio continua a prendere impegni. Come se nulla fosse. Ieri a Londra ha detto: “Sono qui per presentare i risultati delle riforme”. I risultati delle riforme?

Finora le uniche che hanno avuto un passaggio parlamentare serio, quelle istituzionali, hanno avuto il via libera solo per la lealtà di Forza Italia.

È sempre la solita minestra sempre più ribollita e sempre più indigeribile: Renzi continua a cambiare le priorità e ingolfa il Parlamento, e temiamo ormai che sia una tattica consapevole per impedire che si constati l’incapacità della sua maggioranza di reggere alla prova di riforme serie, le uniche utili.

Fino a quando? Fino all’abisso? Forza Matteo, sfrutta le nostre idee, ci interessa salvare l’Italia, non ci importa se te ne prendi i meriti. Ma fa’, agisci!

 

Il Mattinale