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SISMA: BRUNETTA, PROPOSTA A RENZI, INTRODURRE IN L.STABILITA’ ASSICURAZIONE ANTI-CALAMITA’

 

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Il giorno dopo la tragedia, nel rispetto del lutto e dei tanti che hanno perso tutto, la politica ha il dovere civico e morale di riprendere il dibattito e di mettere nero su bianco idee che in qualche modo possano limitare in futuro episodi come quelli che si sono verificati nelle ultime ore in tante piccole realtà dell’Italia centrale. Faccio al governo, al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, una proposta, che possa servire da punto di partenza per un confronto costruttivo in vista della prossima legge di stabilità: valutare l’introduzione dell’assicurazione anti calamità.

Noi riteniamo, infatti, che l’assicurazione contro le calamità sia matura, e che sia, soprattutto, un modo corretto per affrontare la tutela del territorio. Si potrebbe obiettare che i rischi di catastrofe non sono riducibili: il comportamento ragionevole e prudente degli assicurati non sembrerebbe, infatti, in grado di evitare le catastrofi o ridurre la probabilità del loro verificarsi. Da questa assunzione si conclude che lo Stato deve accollarsi il costo delle catastrofi.

Ma non è così: il principale risultato a cui deve puntare l’introduzione dell’assicurazione (di qualunque assicurazione) è di incentivare i comportamenti responsabili degli assicurati, come insegna il bonus malus per la responsabilità civile auto. Uno degli eventi più imprevedibili dal punto di vista temporale e dell’impatto è il terremoto, il cui rischio, tuttavia, è distribuito sul territorio in modo sufficientemente preciso: ci sono zone ben caratterizzate da diverso rischio sismico. Se un’amministrazione pubblica di una zona ad alto rischio sismico continua a lasciar costruire con criteri sbagliati, o senza rispettare gli standard antisismici, si comporta in modo doppiamente irresponsabile: nei confronti della cittadinanza locale, che espone ad un rischio elevato, e nei confronti della cittadinanza nazionale, sulla quale scarica i costi futuri del dopo terremoto, che saranno tanto maggiori quanto più irresponsabile sarà stato il suo comportamento.

Se il danno lo paga lo Stato, si deresponsabilizzano i soggetti che devono cooperare per tutelare la sicurezza dei cittadini. Possiamo giungere ad una conclusione: se la copertura del danno è scaricata sullo Stato, non avremo alcuna possibilità di creare i necessari incentivi per una politica di ‘responsabilità territoriale’. Se ‘paga Pantalone’ tutti possono sperare di scansare le proprie responsabilità: nell’urbanistica, nella progettazione, nell’edilizia, nell’ambiente e, non ultimo per importanza, nell’educazione. Inoltre la dimensione locale è decisiva nello sviluppo del mercato assicurativo e nella individuazione delle soluzioni che migliorano la tutela dai rischi, poiché la cittadinanza deve sentire l’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni per comportarsi a sua volta in modo responsabile.

Una articolata politica di assicurazione, gestita in modo privatistico, ma regolata con finalità di interesse pubblico, incide positivamente sui rischi, riducendoli e producendo informazione e cultura a livello locale, inoltre responsabilizza gli operatori coinvolti e contribuisce alla tutela del territorio e dell’ambiente. Ci sia, dunque, un efficace coinvolgimento degli enti locali nella tutela del territorio e nella sicurezza dei cittadini. Responsabilizzare tutti per tentare percorsi virtuosi e far in modo che le conseguenze delle calamità naturali siano sempre meno devastanti per i nostri centri e per i loro abitanti.

Il governo Renzi ci pensi, ne riparleremo presto in Parlamento”.