“E’ certamente comprensibile come in Europa stia maturando un forte sentimento anti-italiano, aumentato a dismisura dopo l’avvento del governo populista e sovranista formato da Lega e Cinque Stelle, che con le loro continue invettive nei confronti delle istituzioni europee e dei leader degli altri Stati hanno portato l’Italia al completo isolamento internazionale e contribuito a surriscaldare il clima dello scontro. Ma la reazione di Francia e Germania, con il documento di Meseberg, appare del tutto spropositata, dettata, a nostro avviso, solamente dalla volontà di fare pagare al nostro Paese un inaccettabile prezzo per lo scompiglio creato dai suoi irresponsabili, ma anche ingenui, governanti attuali.
Vogliamo ricordare agli amici tedeschi, francesi e di tutti gli altri Stati membri, che l’Italia è e resterà sempre uno dei padri fondatori dell’Europa e che il sentimento anti-europeista sposato da Matteo Salvini e Luigi di Maio non è quello condiviso dalla maggior parte degli italiani, che ancora crede nello spirito europeo, nonostante una crisi economica e finanziaria senza precedenti, che ha portato il Paese ad impoverirsi, anche per effetto di errori che, è innegabile, i governanti europei hanno commesso. Basti pensare alle strategie sangue, sudore e lacrime imposte all’inizio della crisi dalla cancelliera Merkel. All’enorme surplus tedesco che si è accumulato proprio in ragione di queste politiche e della crisi conseguente dei Paesi del Sud Europa. Basti pensare, infine, che quanto a deficit e a non rispetto delle regole, chi è senza peccato scagli la prima pietra, come sanno benissimo gli amici francesi.
Per questo motivo, invitiamo innanzitutto il presidente Macron e la cancelliera Merkel a discutere ogni eventuale proposta che riguardi l’Europa nel suo insieme anche con l’Italia, in uno spirito realmente europeista e cooperativo. Secondariamente, chiediamo loro di evitare di portare avanti le proposte contenute nel documento di Meseberg, che rischiano, non solo di creare una Europa a due velocità, ma di innescare un processo irreversibile di disgregazione dell’Unione. Chiediamo, infine, all’attuale Governo Lega-M5s, di fare un salto di qualità, di uscire dall’angolo nel quale si è stupidamente cacciato, aprendo un dibattito in Parlamento su quali controproposte intenda presentare ai prossimi vertici europei, dal momento che non ci risulta che il tema della riforma della governance europea sia mai entrato nell’agenda di questo Esecutivo, che si limita a dirci ogni giorno di essere contro questo tipo di Europa, senza mai spiegarci però quale riforma dell’Europa abbia in mente, che non sia ovviamente la sciocchezza dell’Europa dei partiti sovranisti, che si risolverebbe solamente in una sterile contraddizione in termini”.