“Nella sfida a poker lanciata da Matteo Salvini e Luigi Di Maio con i mercati finanziari, è l’Italia che sta perdendo. Le nostre banche sono sull’orlo del crack, in particolare CARIGE ed MPS che devono trovare a tutti i costi un partner con il quale fondersi. Altrimenti sarà il bail-in, in una riedizione dello scandalo Etruria soltanto di dimensioni nettamente superiori di quelle che afflisse il governo Renzi nel 2016 e che portò il Partito Democratico ad un crollo nei consensi. Allora, da parte del Movimento Cinque Stelle si levarono accuse di ogni tipo contro Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, colpevoli di aver scritto un decreto ad personam per salvare le quattro banche popolari colpite dal crack. Ora, il Governo giallo-verde si ritrova esattamente nella stessa situazione, soltanto con meno risorse a disposizione per effettuare i salvataggi, tanto avversati in precedenza, e con la grana di dover giustificare ai contribuenti italiani come mai i quasi 7 miliardi del Tesoro utilizzati per ricapitalizzare l’istituto di Siena siano andati in fumo, per via del sell-off di titoli di Stato che il Governo stesso ha provocato. Monitoreremo attentamente le prossime mosse del Governo sulla nuova crisi bancaria: il credit crunch è già in atto, questo Esecutivo ci porterà in recessione, come già detto nelle scorse settimane. Tria venga in Parlamento prima che sia troppo tardi. Servono razionalità e buonsenso per il bene dell’Italia”.