“Nella riunione del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea di ieri, Mario Draghi ha lanciato l’allarme sul rischio crescita nell’eurozona, che sta preoccupando fortemente i banchieri centrali. Per questo motivo, il board della BCE ha deciso di rinviare l’aumento dei tassi d’interesse a fine anno, mentre in precedenza aveva sempre dichiarato di volerlo fare entro questa estate. Il Paese che desta più preoccupazioni, neanche a dirlo, è l’Italia, l’unico che attualmente si trova in recessione tecnica e per il quale l’OCSE, l’altro giorno, ha stimato un tasso di crescita negativo del -0,2%. Draghi, nel corso della conferenza stampa, ha accennato indirettamente ai problemi del nostro Paese, dichiarando che ‘i Paesi ad alto debito devono migliorare le condizioni della propria finanza pubblica’. Una cosa che non avverrà con questo Governo, dal momento che l’Esecutivo Conte ha deciso di fare tutto il contrario, ovvero aumentare il deficit attraverso misure costose per la finanza pubblica come il reddito di cittadinanza e la quota 100. Misure, tra le altre cose, recessive e controproducenti per la crescita”.