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Berlusconi a Cesano Boscone: l’assurdità di una pena travolta dalla forza di trasformare il male in bene. Da qui la spinta per la nostra campagna elettorale

 

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Silvio Berlusconi da “detenuto” (questa è la definizione) attraversa il cancello del luogo della sua pena. L’amarezza e il lutto, che ci penetrano fin nel midollo per l’evidenza dell’ingiustizia, sono subito ribaltate nel nostro orgoglio e nell’ammirazione constatando la magnifica dignità di quest’uomo. Ribalta la pietra che avrebbe dovuto schiacciarlo come un’onta. Per cui il male è trasformato in occasione di testimonianza.

Di che cosa? Di quella cosa che è l’amore alla vita, al suo significato di amore, quella energia misteriosa che ce l’hai oppure sei uno zombie. Quella cosa che ci fa alzare al mattino, e desiderare di impegnare la nostra vita per uno scopo che dia felicità ai nostri cari, a chi ci circonda specialmente se soffre, e dunque a noi stessi.

Questo abbiamo visto in Silvio Berlusconi. Ed è, paradossalmente, un’esperienza di speranza.

Ci dice che nessuna battaglia è mai perduta. Che niente può atterrarci. E questo vale per noi che partecipiamo con lui dell’avventura di Forza Italia, per il popolo dei moderati, ma è un insegnamento che è un tesoro per tutti, anche per chi la pensa diversamente da noi che gli vogliamo bene.

Noi in campagna elettorale per l’Europa (e per l’Italia in Europa) ci battiamo e ci batteremo esattamente per questi valori di cui il nostro Presidente ci sta dando esempio e testimonianza. Mai arrendersi, tirare dritto, rispettare le istituzioni anche quando manifestano una faccia matrigna.

Sia chiaro.  Questa evidenza della testimonianza non ci fa dimenticare la verità orribile del fatto che un uomo innocente e buono è indicato come un “pregiudicato”, ma la relativizza, in fondo la umilia.

Esiste qualcosa di più forte della cattiveria e dell’odio. Anche quando tutto, ma proprio tutto, appare congegnato per umiliarti, esiste una fibra intima in Silvio Berlusconi che neanche la violenza di una sentenza iniqua riesce a sfregiare. Ed è una cosa bellissima. Umanamente potente ed esempio per tutti.

Da dove gli viene quella dignità semplice con cui entra nel cortile, sorride senza alcun’altra intenzione se non quella di sorridere, di manifestare simpatia e condivisione al direttore e attraverso di lui a tutti coloro, donne e uomini, infermi e medici, volontari e familiari degli ospiti di questa immensa struttura di sofferenza e di umanità che è la “Sacra famiglia” di Cesano Boscone? Lui dice (lo ha detto al Tg1): mia madre,una vita spesa tutta per il bene.

La folla di giornalisti pronta a fornire in mondovisione lo spettacolo di un potente che finisce nella polvere, è costretta a distribuire nelle case un altro tipo di spettacolo.

Quello della dignità di un leader che sa attingere risorse che nessuna campagna di rancore è riuscita a prosciugare, perché la libertà interiore e l’amore alla vita sono più forti.

Grazie, Presidente e amico Silvio Berlusconi.