“Rivincita, altro che riposo. Battaglia a tutto campo, in territorio amico e nemico, altro che buen retiro, suggerito pelosamente dopo la fine del suo stato di detenzione. In Berlusconi non esiste alcuno spazio mentale o fisico per la resa”. Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“I canti sciagurati delle Cassandre si schiantano contro la volontà di Silvio Berlusconi di prendere campo, di rituffarsi senza lacci al piede nella battaglia politica per salvare l’Italia dal disastro renziano che è di due tipi: 1) uno economico, e lo sperimentano i padri e le madri di famiglia, il ceto medio colonna portante e marciante della prosperità dell’Italia dal 1945 a ieri, e se non si vuol morire, dev’essere così subito: oggi e domani; 2) l’altro è morale e riguarda l’indecenza del tentativo di Renzi di inghiottire la democrazia, con la pratica sistematica dell’illusionismo con il popolo e dell’inganno con gli interlocutori”.
“A chi voglia guardare con onestà la storia di questi ultimi anni appare chiaro e inequivocabile come Berlusconi sia stato sottoposto a una persecuzione a molteplici livelli. Tutti convergenti su una precisa volontà: eliminare non tanto e non solo la persona di Silvio Berlusconi, ma quel che la sua figura e la sua testimonianza rappresentano e trasformano in presenza politica riformatrice e liberale. L’attuale stato del centrodestra è esito di questa guerra totale condotta da magistratura politicizzata, poteri forti esteri e italiani, la sinistra politica con i suoi agganci mediatico-finanziari”.
“Su “Il Mattinale” battiamo su questo tema senza sosta, la chiamiamo “operazione verità”. Implica il coinvolgimento del Parlamento grazie a una Commissione d’inchiesta sui fatti del secondo semestre del 2011. Renzi la nega, ovvio. Disvelare la realtà, significherebbe mostrare la ferita profonda alla democrazia italiana inflitta attraverso quello che il ministro del Tesoro di Obama, Tim Geithner ha definito “complotto” (scheme)”.
“Già che è a Washington, magari ne chieda notizie dirette e di prima mano, anzi lo inviti in Italia a chiarire di che cosa fu vittima – colpendo Berlusconi – l’intera democrazia italiana. Giunge ora una nuova clamorosa prova della deliberata volontà di colpire Berlusconi con una sentenza mostruosa quel 1° agosto del 2013. Lo rivela Davide Giacalone su “Libero”. Questa ostinazione nel combatterlo, lungi dal fiaccarlo, gli moltiplica la voglia di verità pubblica per il suo onore, il desiderio di libertà e prosperità per l’Italia, di cui è innamorato. Ne vedremo delle belle”, conclude ‘Il Mattinale’.