Brunetta a Giletti: Referendum, “Ecco le nostre 10 domande per Renzi”
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“In vista dell’intervista che Massimo Giletti farà al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, questo pomeriggio a ‘L’Arena’, su Rai Uno, ci pernettiamo di suggerire al conduttore (che certamente le avrà già nella sua scaletta) dieci domande, a nome del Comitato per il No del centrodestra unito, da porre al premier. Siamo certi che il presidente del Consiglio pro tempore Renzi sarà ben lieto di rispondere ai nostri quesiti.
Quanto a Massimo Giletti siamo altrettanto certi che giudicherà positivamente questa nostra iniziativa, sicuri che la prossima settimana – e qui ci rivolgiamo anche alla presidente della Rai Maggiorni – a ‘L’Arena’, con lo stesso spazio, nello stesso palinsesto e con le stesse modalità di contraddittorio, ci sarà un esponente del fronte del No al referendum.
Ecco le nostre 10 domande a Renzi:
1) Secondo lei è corretto che una maggioranza frutto di un premio dichiarato illegittimo dalla Consulta, con 140 deputati di fatto dichiarati “incostituzionali”, possa approvare una riforma che tocca ben 47 articoli della Costituzione, mutando profondamente il nostro sistema istituzionale?
2) Lei invoca spesso la semplificazione del processo legislativo contenuta in questa riforma. Ma se guardiamo il nuovo articolo 70, ci accorgiamo che a fronte di un procedimento di approvazione delle leggi che oggi è pressoché unico, si crea un sistema in cui si possono contare fino a dieci procedimenti legislativi, differenziati a seconda delle diverse modalità di intervento del nuovo Senato (leggi bicamerali, leggi monocamerali ma con possibilità di emendamenti da parte del Senato, differenziate a seconda che tali emendamenti possano essere respinti dalla Camera a maggioranza semplice o a maggioranza assoluta): non pensa che questo nuovo sistema non solo non semplifichi, ma porti ad incertezze e conflitti, anche tra una camera e l’altra?
3) Sappiamo che la riforma non modifica gli articoli che toccano la forma di governo del Paese. Ma non pensa che questa riforma vada letta necessariamente in combinato disposto con l’italicum, che, concedendo il premio di maggioranza ad una sola lista, mette nelle mani di un solo partito le decisioni in merito a tutte o quasi tutte le cariche istituzionali, dando vita ad una sorta di premierato assoluto?
4) Anche se ora è uno dei più grandi sostenitori della modifica dell’italicum, non pensa che i cittadini debbano votare con in mente la legislazione vigente, alla luce del fatto che le due riforme (elettorale e costituzionale) sono state pensate insieme e celano un disegno ben preciso?
5) Circolano voci di un “timore a livello internazionale” in merito ad un esito negativo della riforma. Lo stesso Padoan dice che si tratta di timori che fanno circolare le investment banks, che si sono infatti schierate a favore della riforma. Questa affermazione risulta alquanto preoccupante, anche perché sappiamo bene che lo stesso Governo ha rapporti di interesse molto forti con alcune di esse (si pensi alla sola Jp Morgan ed al suo ruolo sul caso Mps). Lei non pensa che così il Governo stia assecondando così una pericolosa tendenza ad esporre il sistema italiano ad eventuali speculazioni finanziarie?
6) Lei ha spesso invocato il tema dei risparmi derivanti dalla riforma come uno dei punti principali per cui votare sì al referendum. Ma i dati della ragioneria dello stato sono però ben lontani dalle cifre diffuse dal governo (anche per il tramite della Ministra Boschi in sedi ufficiali), visto che si certificano risparmi certi per soli 57 milioni di euro circa (ovvero poco più di quanto ha risparmiato, da sola, la Camera dei deputati nell’ultimo anno). Non pensa che in ogni caso, un risparmio di queste piccole dimensioni non possa essere in alcun modo barattato con una riforma che di fatto non abolisce il senato, ma lo indebolisce solo dal punto di vista della rappresentanza, visto che elimina solo l’elezione diretta dei senatori?
7) Lei aveva detto che con il suo governo il debito pubblico sarebbe sceso drasticamente. Bene, a luglio abbiamo avuto un nuovo record: 2.252 miliardi di euro, ovviamente sempre in crescita. Ben 145 miliardi in più negli ultimi 30 mesi con Renzi premier. Come commenta questi dati?
8) Il Paese non cresce, il Pil è fermo, siamo tra gli ultimi in Europa, e nella nota di aggiornamento al Def stiamo a parlare di un decimale in più o in meno. Come commenta questo dato di fatto?
9) Parliano delle banche. Grande caos, il sistema economico italiano rischia di saltare per la crisi del sistema bancario. Il governo ha fatto di tutto, decreti e controdecreti, nell’esecutivo ci sono evidenti conflitti di interessi, e i risparmiatori truffati non sono ancora stati risarciti se non in una ridicola minima parte. Che ne dice?
10) Fiducia nel premier. Trenta mesi fa la fiducia in Renzi era per tutti i sondaggi tra il 60 e il 70%, oggi, sempre per tutti, è crollata intorno al 30%. Gli italiani non le credono più?”.