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BRUNETTA: “ACCORDO MESEBERG PERICOLOSO E PROVOCATORIO, HA COME OBIETTIVO TAFAZZISTA DI DARE LEZIONE A ITALIA, IN REALTÀ FA SALTARE L’UNIONE”

 

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“Quando la situazione si fa calda è il momento di tenere la testa fredda. Questo adagio sembra adattarsi particolarmente al momento che sta vivendo l’Unione Europea, anche se dovrebbe essere rivolto a tutti i Paesi che la compongono. Il documento sulla riforma della governance economica europea, noto come “accordo di Meseberg”, al quale la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron stanno lavorando, per essere presentato lunedì prossimo all’Eurogruppo e, successivamente, al Consiglio Europeo di dicembre, si presenta a prima vista come un testo molto pericoloso, inadeguato e in definitiva provocatorio, in ragione della stabilità e del futuro dell’Unione Europea. Insomma, benzina sul fuoco.

Il documento propone, infatti, la creazione di un bilancio europeo per “promuovere la competitività, la convergenza e la stabilità dell’eurozona”. E fin qua tutto bene. Tra le altre cose, la proposta franco-tedesca punta a condizionare il supporto finanziario ai programmi approvati dalla Commissione Europea per ogni singolo Paese, al rispetto, da parte degli Stati membri, delle regole di bilancio previste dai trattati comunitari. In sostanza, con questa proposta, all’apparenza innocua, gli Stati che non hanno finanze pubbliche in ordine, semplificando un po’, non avranno accesso ai finanziamenti europei. E’ evidente che questa soluzione ha come obiettivo principale quello di dare una lezione all’Italia, vista dai Paesi dell’Unione come esempio di Paese che non vuole scientemente (provocatoriamente?) rispettare le regole. Non sappiamo se Francia e Germania si rendono conto che con questa formulazione dell’accordo di Meseberg innescano un effetto domino dirompente che, portato alle estreme conseguenze, finirà per far saltare l’intera costruzione europea. Infatti, i Paesi di volta in volta “puniti” più o meno giustamente, reagiranno non pagando i contributi di partecipazione all’Unione, in una escalation facilmente prevedibile che finirà per disgregare l’intera Unione”.