“Le politiche economiche del Partito democratico sono sempre state orientate al principio del “tassa e spendi”, del dilapidare le finanze pubbliche in mance elettorali e in aumenti di spesa che hanno prodotto effetti nulli sull’economia nazionale e locale. Dagli 80 euro di Renzi al reddito di cittadinanza, da quota 100 al mini taglio del cuneo fiscale. Tutte misure assistenzialiste, costosissime per i nostri conti pubblici che poi, alla prova dei fatti, hanno fallito miseramente.
Lo ha riconosciuto anche il Fondo Monetario, scrivendo, come abbiamo sempre sostenuto noi, che il taglio del cuneo fiscale come lo vuole fare il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, è del tutto insufficiente per far ripartire i consumi. Leggi: soldi buttati via. Oppure, che il reddito di cittadinanza, per come è stato studiato, è eccessivo e disincentiva le persone a lavorare, quando già non lavorano in nero e si prendono così due stipendi, alla faccia dei contribuenti onesti che pagano le tasse per finanziare la misura.
Si deciderà questo Governo ad eliminare finalmente questa costosa, inutile e iniqua misura? Ancora, il Fondo Monetario lancia l’allarme sull’insostenibilità finanziaria di quota 100, altra cosa che noi abbiamo sempre sostenuto, scrivendo che sta rappresentando un salasso per le casse dello Stato e suggerendo di mantenerla solo con il sistema contributivo, cosa che comporterebbe un taglio dell’assegno pensionistico pari a circa il -30%. Noi, più semplicemente, abbiamo sempre sostenuto che va abolita”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.