“Renzi non ha, evidentemente, il senso della realtà e nemmeno quello del ridicolo. Altrimenti eviterebbe interviste a CNBC in cui, in un claudicante inglese, contorce la muscolatura facciale in spasmi indicibili per annunciare di aver risolto il problema MPS. Omettendo di rilevare che, ora dopo ora, si stanno sfilando le casse previdenziali. Oppure che una cospicua fetta di aumento di capitale rischia di rimanere inoptata e di attivare la conversione degli obbligazionisti subordinati. Oppure ancora che nel pool di banche chiamate a gestire l’aumento di capitale c’è pure Santander. Cioè la stessa banca che aveva venduto Antonveneta a MPS a un prezzo monstre, con una plusvalenza di quasi tre miliardi di euro, colando a picco l’istituto. Insomma: già la giostra degli advisor MPS pare di per sé una danza macabra attorno alla banca senese, se si aggiunge anche Santander abbiamo pure – “special guest” di Matteo Renzi – il becchino che ha interrato già una volta la salma di MPS”.