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Brunetta: Banche, “Subito Commissione di inchiesta, Renzi dica sì, o forse vuole palude?”

 

“Qualche settimana addietro, poco prima della pausa per le festività natalizie – dopo lo scandalo del decreto governativo cosiddetto ‘salva banche’, che ha bruciato i risparmi di migliaia di piccoli obbligazionisti italiani -, abbiamo chiesto, con forza e determinazione, una Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di vigilanza sulle banche.

Subito dopo la nostra richiesta, formalizzata ufficialmente anche in Commissione Bilancio alla Camera dei deputati, durante la discussione della legge di stabilità 2016-2018, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si è dichiarato favorevole allo spirito dell’iniziativa, chiedendo anch’esso trasparenza e chiarezza su quanto accaduto negli ultimi 10-15 anni.

Il gruppo di Forza Italia a Montecitorio, conseguentemente, ha presentato una relativa proposta di legge per l’istituzione formale di questo organo di inchiesta parlamentare.

Nella conferenza dei capigruppo di Montecitorio dello scorso mercoledì ho chiesto la calendarizzazione della nostra proposta di legge per l’istituzione della Commissione d’inchiesta, per il mese di febbraio. Ho registrato la freddezza e l’imbarazzo della maggioranza e degli esponenti del governo presenti, che non hanno appoggiato in alcun modo questa mia richiesta e che hanno invece spinto affinché l’esame di questa pdl slittasse al mese di marzo.

Forse il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha cambiato inspiegabilmente idea? Forse non sente più l’esigenza di fare chiarezza su questa vicenda? Forse non vuole dare risposte ai cittadini italiani angosciati dopo il disastro del dl ‘salva banche’?

Ci aspettiamo una presa di posizione da parte del premier, una parola di verità. Il suo ‘correre, correre, correre’, applicato ai provvedimenti che in questi mesi a Palazzo Chigi gli sono stati più a cuore andrebbe assolutamente usato anche per l’istituzione di questa fondamentale Commissione parlamentare d’inchiesta. Non c’è tempo da perdere.

A meno che, come spesso ahinoi è capitato, Renzi non abbia tirato la pietra per poi nascondere la mano. Non abbia ancora una volta usato quell’azzardo morale che ha caratterizzato buona parte della sua azione da presidente del Consiglio. Non vorremmo che in questa vicenda sia Renzi a cercare la palude per bloccare tutto”.