“Permettimi Matteo, ma che stai a dì? Innanzitutto Renzi deve ancora dirci come farà a trovare 51 miliardi, da qui al 2018, per le clausole di salvaguardia, prima che scatti l`aumento Iva. Tant`è che al ministero, mi dicono, hanno le mani tra i capelli. Renzi soffre di annuncite…”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “La Stampa”, commenta l’annuncio di Renzi sul taglio della tassa sulla prima casa dal 2016.
Anche Berlusconi annunciò così l`addio all`Ici nel 2008. “Ma la tagliammo davvero al primo consiglio dei ministri. E poi c`è una differenza. Allora, Berlusconi era in campagna elettorale, Renzi è al governo. Non è serio per chi governa dire che tagli le tasse senza spiegare le coperture. Così finirà come con gli 80 euro, che sono costati un aumento delle tasse per tutti”.
Anche voi votaste per l`introduzione dell`Imu all`epoca del governo Monti. “Fummo obbligati con la pistola dello spread puntata. Ma abbiamo fatto talmente autocritica, poi, da far cadere quello stesso governo”.
Il Pd pensa di usare i margini di flessibilità europei. “Sono coperture virtuali! Non scherziamo. Quando io ero in maggioranza avevo dato a Enrico Letta le coperture reali, e furono tutte adottate, tranne per l`ultima tranche, per la quale uscimmo dalla maggioranza. Con una dedica speciale ai consiglieri Gutgeld e Taddei, le rivelo una cosa: il Ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco è stato mio studente a Padova. Perciò: siamo seri”, conclude Brunetta.