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Brunetta: Centrodestra, “Se si andasse al voto conta vincere, Salvini è risorsa”

 

 

Se si andasse al voto “conta che vinca il centrodestra, per salvare l`Italia dal renzismo dilagante. Se succede, e con Renzi a picco e un Pd dilaniato non avrei dubbi, anche una Lega forte andrebbe bene. Perché comunque anche Forza Italia lo sarebbe, non ho preoccupazioni al riguardo. Se poi, nel frattempo, la Corte europea per i diritti dell`uomo-Cedu concedesse la totale riabilitazione di Berlusconi e la sua rieleggibilità, ne avrei ancora di meno”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Italia Oggi”.

Siete certi di quel ricorso alla Cedu? “Siamo certi del buon diritto di Berlusconi a presentarlo, visto che la legge Severino è stata applicata in modo disumano solo contro di lui, come non è stato per gli altri, da Luigi De Magistris a Vincenzo De Luca. In autunno si saprà qualcosa della tempistica. E comunque, come dico sempre io, ‘uniti si vince’. E parlo di tutto il centrodestra, compresi Fratelli d`Italia ovviamente”. Anche Verdini? “Verdini non è mai stato famoso come portatore di voti, semmai di intelligenza. E lo dico con rispetto”.

“Tutte le analisi e i flussi elettorali dicono che non abbiamo dato voti a Renzi, nelle ultime consultazioni, e che seminai il nostro elettorato s`è preso una pausa di riflessione. Io sono convinto che per il centrodestra, Salvini sia una risorsa: il suo linguaggio, la sua franchezza, anche certe sue semplificazioni, siano un valore. E così anche certe proposte culturali, certe posizioni sull`Europa. Noi siamo sempre stati distanti, come la Lega, dal burocratismo, da certi eccessi della moneta unica, della Banca centrale, agli egoismi della Germania. E il centrodestra deve essere un grande cantiere, dove c`è posto per tutti. Le dissonanze, come mostrano i grandi partiti americani, sono positive, e se devo fare una critica all`amico Salvini, è proprio quella del tono unico: se il centrodestra diventasse lepenista, Renzi governerebbe per altri 20 anni”.

Come si riconquista il voto in attesa? “Tornando a parlare a quel ceto medio fatto di artigiani, commercianti, professionisti, dipendenti delle piccole imprese, lavoratori statali che vogliono il merito e non il clientelismo, un ceto da sempre maggioritario in Italia. Questo ceto, colpito dalla crisi, senza nessuna garanzia, senza nessuna cassa integrazione, è arrabbiato e vuole che l`Italia riparta. Bisogna dargli voce e l`uscita dalla crisi”, che passa per “una Germania che smetta di essere egoista, come d`altra parte i trattati europei le imporrebbero e che accetti la reflazione, e , in Italia, dalle riforme fiscali ed economiche necessarie, non le pippe di potere di Renzi”, aggiunge Brunetta.