“Dobbiamo ad ogni costo far tesoro di quanto accaduto negli ultimi anni, imparare dagli errori. Quando il centrodestra si è diviso ha perso, quanto è rimasto unito è stato competitivo e ha vinto”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un intervento pubblicato da l’Huffington Post.
“Abbiamo sbagliato a consentire le dimissioni di Berlusconi, in quel novembre del 2011; abbiamo sbaglito ad appoggiare un governo mai eletto da nessuno, quello di Monti, che poi si è rivelato un disastro; abbiamo sbagliato ad appoggiare il governo Letta, le larghe intese; abbiamo sbagliato a fare il Nazareno senza la Lega. Tutte le volte in cui abbiamo rotto, anche per senso di responsabilità, l’unità del centrodestra abbiamo commesso degli errori e li abbiamo pagati. Adesso basta. Il centrodestra unito, di governo, deve essere forte e articolato. Deve essere capace di intercettare quel vento del Nord che soffia ormai deciso in Europa. Deve essere in grado di inserirsi, in modo vincente, nel ciclo elettorale che tra la fine del 2016 e il 2017 porterà al voto Austria, Francia, Germania.
Quel vento è roba (anche) nostra. Non perché intendiamo spostare il nostro asse di valori, ideali, metodo, ma perché appartiene al patrimonio di idee e di competenze di Forza Italia: è domanda di cambiamento, di sicurezza, di una nuova Europa, di crescita, di sviluppo. Servono risposte concrete e pragmatiche da dare alle domande che arrivano sempre più pressanti. Per far questo non basta più il centrodestra che conosciamo, ci vuole un nuovo soggetto politico che metta insieme storie, speranze, progetti di tutta l’area politica che ha governato dieci degli ultimi vent’anni. E che proponga, con forza, al Paese i nostri tanti ‘sì’: per ridurre la spesa pubblica e la pressione fiscale, per difendere il risparmio, per introdurre la Flat Tax, per liberare il mercato, per sbloccare le grandi opere, per modernizzare l’Italia, per una vera riforma del mercato del lavoro, per una vera riforma delle pensioni, per l’Europa che vogliamo, per combattere l’immigrazione clandestina irregolare, per una giustizia giusta, per ridurre gli sprechi dello Stato, per una riforma della Costituzione che parta dall’elezione diretta del Presidente della Repubblica, per una legge elettorale che garantista realmente rappresentanza e governabilità.
Questi e tanti, tanti altri ‘sì’. Per un’Italia che cresce, moderna, più sicura, più giusta, che funzioni, che difenda il ceto medio, la famiglia, la sovranità del popolo. Per il superamento del dualismo Nord-Sud, per ritornare a fare funzionare gli ascensori sociali, per una giusta valorizzazione delle forze dell’ordine, per l’aumento dei servizi alle giovani mamme e i dovuti incentivi alla natalità, per una nuova università, una nuova scuola e una nuova formazione professionale. Insomma, per una politica bella e partecipata.
Per il resto barra dritta: nessuna indecisione, nessun ammiccamento a Renzi, chiarezza e determinazione sul ‘no’ al referendum e sul superamento della triste e tragica parentesi di questo premier mai eletto. Mai più centrodestra diviso e masochista, ma una nuova compagine politica che sia protagonista in Italia e in Europa. Alziamo le vele, prendiamoci questo vento del Nord che arriva tra noi, consentendoci di portare il nostro Paese verso un nuovo inizio”, conclude Brunetta.