“Altro che ripresa, gli investimenti in Italia con Renzi hanno toccato i minimi storici dal 2007. Come ci ricorda l’economista Gustavo Piga è sufficiente guardare ai dati disastrosi che fanno riferimento al periodo 2005-2015 per vedere come gli investimenti siano crollati del -26,3%. Un risultato catastrofico se comparato al -3,5% dell’area euro.
Il dato in valore assoluto dà una immagine ancora più concreta di questo disastro senza precedenti: 100 miliardi di euro andati in fumo in soli pochi anni. Pensate con tutti questi miliardi in più a disposizione quante autostrade, ponti e opere pubbliche si sarebbe potuto costruire.
Invece, nell’Italia di Renzi, la Commissione europea stima che 3 imprese italiane su 4 considerano le infrastrutture del proprio Paese inadeguate, contro meno della metà per le imprese in Europa. Persino il magico DEF delle meraviglie presentato poche settimane fa dal ministro Padoan ha certificato che nel 2019 gli investimenti in costruzioni saranno inferiori ancora del -30% rispetto a quelli del 2007.
Per sfortuna di Renzi non è sufficiente un tweet per costruire infrastrutture. Occorrono soldi. Proprio quelli che il suo governo ha finito”.