“Com`è sua cattiva consuetudine, il governo non ha approvato l`intero Def, che si compone di tre importanti e delicate Sezioni (1. Programma di stabilità dell`Italia; 2. Analisi e tendenze di finanza pubblica; 3. Programma Nazionale di Riforma – Pnr), ma solo la premessa del ministro Padoan, costruita ad arte, e qualche numero risibile e improbabile su crescita, deficit e debito pubblico, anch`essi calcolati in modo da farli sembrare buoni e tale che siano utili al governo Renzi ai fini della sua narrazione, tralasciando quelli che davvero interessano, anche ai fini dei rapporti con l`Europa, come per esempio l`inflazione, o meglio la deflazione che sta affliggendo l`Italia e l`Europa”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.
“Il Def di Renzi e Padoan, quindi, regge su basi evidentemente fragili e improbabili. Sarebbe un gioco da ragazzi argomentarlo. Come sparare sulla Croce Rossa. La crescita reale del Pil italiano nel 2016, per esempio, che il governo colloca all`1,2%, nei fatti sarà al massimo dell`1%, come dicono tutti gli osservatori internazionali. Non finisce qui: se, sempre nel 2016, l`inflazione sarà, come dicono le stime, al massimo dello 0,2%, la crescita nominale del Pil, quella che conta ai fini del rispetto dei parametri europei, non supererà l’1,2%. Ma, ripetiamo: la crescita nominale, che comprende l`inflazione, e non quella reale, come sostiene il governo. Insomma, una crescita nominale attorno all`1,2%-1,3% e non l`ambizioso 2,6% indicato solo pochi mesi fa sempre da Renzi e dall`ineffabile Padoan. Il tutto senza una spiegazione, senza chiedere scusa a nessuno. L`imbroglio è svelato, oltre che dai numeri, dall`atteggiamento di Renzi e Padoan venerdì in Consiglio dei ministri e in conferenza stampa: perché hanno omesso di rendere noto il dato sull`inflazione? Domanda retorica: evidentemente per non dare all`opinione pubblica gli strumenti per calcolare il dato sulla crescita nominale, che inchioda il governo al suo fallimento”.
“Poi c`è il tema del debito pubblico, che secondo l`esecutivo, grazie ai magheggi del ministro Padoan, comincerà finalmente a scendere, ma che, senza spending review, senza un piano di privatizzazioni credibile, senza crescita e con deficit in aumento, non potrà mai farlo. Mentre stendiamo un velo pietoso sulla cosiddetta flessibilità: l`Italia, con il governo Renzi, la chiede per il terzo anno consecutivo, ma le regole europee consentono ai paesi di fare maggior deficit solo una volta e sulla base delle riforme effettuate, che nel nostro caso non solo non sono state ancora completate, ma anche la loro efficacia è tutta ancora da verificare. Su questo, valgono le parole di Mario Draghi: ‘Bisogna evitare che le regole di bilancio vengano tirate al punto tale da far perdere loro credibilità’. Capito, Matteo? L`ingordo sei tu”, sottolinea Brunetta.