“Quando il gioco si fa duro, i duri entrano in campo. Ma con questa Europa, con queste regole, l`annuncio di Renzi di un taglio delle tasse per 40-50 miliardi in 3-5 anni è un volgarissimo bluff già scoperto, e anche un po` ingenuo. Un bluff fatto di promesse che il presidente (si fa per dire) del Consiglio sa di non poter mantenere, ma che utilizza per sfondare nello schieramento politico avversario e per riprendersi dalla caduta libera sua e del suo governo nei consensi. Il tutto assecondato dai giornaloni comprati e venduti”. Lo scrive Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in uneditoriale pubblicato da ‘Il Giornale’.
“Alla lunga questo bluff rischia di trasformarsi in un boomerang: la gente capirà, o forse ha già capito, che il taglio delle tasse annunciato da Renzi non è possibile. Dal momento che nel primo anno e mezzo a palazzo Chigi, Renzi le tasse le ha aumentate, anche sulla prima casa, e dovrà aumentarle ancora nei prossimi 3 anni per le clausole di salvaguardia contenutenell`ultima legge di Stabilità, che scatteranno automaticamente dal 2016 e comporteranno un aumento dell`Iva fino al 25,5% nel 2018. A meno che il retropensiero del (si fa per dire) premier non sia quello di cominciare un braccio di ferro con l`Europa per rinviare ancora di qualche anno il pareggio di bilancio, già spostato in avanti con giochi di prestigio dal ministro Padoan al 2018, e sforare il limite del 3% del rapporto deficit/Pil come fa la Francia.
Facile a dirsi, difficile a farsi. Perché l`Italia non è laFrancia, non ha la credibilità politica della Francia, ma, soprattutto, al contrario della Francia, l`Italia ha un debito pubblico fuori controllo, in continua crescita, secondo solo a quello della Grecia, e che, se aumenta il deficit e si riduce l`avanzo primario, diventa ancora più insostenibile. Ne deriva che anche l`ipotesi di aprire una vertenza in sede europea per abbassare le tasse appare una missione impossibile.
Tanto più che le riforme illustrate dal presidente (si faper dire) del Consiglio nelle sue slide non esistono, invece, nella realtà. E l`Italia continua a crescere a un ritmo pari a meno della metà di quello medio dell` eurozona. Per non parlare, infine, della debolezza dello stesso (si fa per dire) premier, non eletto dal popolo, ma arrivato al potere con una congiura di palazzo. Un (si fa per dire) premier senza una maggioranza certa in una delle due Camere, costretto a pietire a destra e a manca i voti che di volta involta servono per approvare le leggi. Insomma, con la sua proposta di una settimana fa, Renzi si è messo in un mare guai”, conclude Brunetta.