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BRUNETTA, “GOVERNO ANTICIPI PRESENTAZIONE NOTA AGGIORNAMENTO DEF”

 

speculazione SPREAD ok

 

“La tempesta finanziaria che rischia di abbattersi sull’Italia può essere addirittura peggiore di quella del 2011. Secondo l’agenzia Bloomberg, infatti, lo spread tra BTP e Bund potrebbe salire addirittura a 460 punti base nel caso, tra pochi giorni, il governo giallo-verde presentasse una Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanze con un rapporto deficit/PIL superiore a quello concordato con la Commissione Europea e, di conseguenza, con un aumento ulteriore del già insostenibile debito pubblico. Ipotesi del tutto concreta, se consideriamo il tono delle continue dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio, che rimarca la sua convinzione di presentare al Parlamento una Legge di Bilancio contenente il faraonico piano di spesa pubblica, del ministro Paolo Savona, che continua a paventare il rischio della rottura dell’eurozona e del responsabile economico della Lega, Alberto Bagnai, che sulla stampa ha dichiarato che mettere il veto italiano al bilancio europeo conviene a tutti e che la regola del 3,0% nel rapporto deficit/Pil scritta nei trattati europei non ha nessun fondamento scientifico, lasciando intendere che sarebbe conveniente superarla.

 

Ancora una volta, la reazione da parte dei mercati finanziari non si è fatta attendere. Lo spread ha superato i 280 punti base e si sta dirigendo verso i 300, mentre il rendimento sui titoli di Stato a 10 anni è vicino al 3,2%, a soltanto 90 punti base dal titolo di Stato greco della stessa durata. La riduzione della domanda estera di titoli di Stato italiani sta creando forti tensioni anche sulle banche nazionali. Gli investitori stranieri hanno ritirato 33 miliardi di euro in titoli di Stato italiani a giugno, secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia, dopo i precedenti 25 miliardi di maggio, spaventati dalle intenzioni di aumentare la spesa pubblica e il deficit mostrate dal governo Lega-Movimento Cinque Stelle.

 

Con gli acquisti dei titoli di Stato da parte BCE che stanno volgendo ormai al termine e il rischio che gli investitori stranieri riducano ulteriormente la loro esposizione ai BTP, potrebbe aumentare la necessità di un ‘compratore marginale’ del debito pubblico italiano, finora rappresentato dalla grandi banche nazionali. Dal momento che, però, l’aumento dell’esposizione a titoli ritenuti ormai rischiosi come quelli italiani produce la conseguenza di svalutare fortemente il portafoglio dei titoli degli stessi istituti di credito, questi stanno diventando sempre più riluttanti a svolgere questo ruolo, con la conseguenza che, in assenza di compratori nazionali, si verifica un forte calo della domanda di BTP, e un conseguente aumento dei rendimenti e, quindi, dello spread.

 

Per questi motivi, ribadiamo la richiesta al governo di anticipare alla prima settimana di settembre la presentazione della Nota di aggiornamento al DEF, contenente un quadro programmatico che confermi gli obiettivi di rapporto deficit/PIL non superiore all’1,0% per il 2019, in maniera da proseguire nel percorso di consolidamento dei conti pubblici concordato con Bruxelles, considerando anche il rallentamento fatto registrare dall’economia reale negli ultimi mesi, come certificato da tutti i più importanti istituti internazionali”.