“Noi siamo e restiamo all`opposizione, e Renzi è cotto”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un colloquio con il “Corriere della Sera”.
“La situazione ad oggi vede un`economia italiana che continua ad andare male in un`Europa anemica. Speranze di ripresa significativa non ce ne sono, la disoccupazione è destinata a rimanere alta o addirittura crescente per uno o due anni e lo stesso rapporto debito pubblico-Pil resta alto. In questo quadro, spazi creativi per tagli fiscali non ce ne sono. Chi dice il contrario imbroglia o illude. Sono solo chiacchiere d`agosto”.
In merito all’abolizione della tassa sulla casa promessa da Renzi, Brunetta è certo: “Finirà come con la riforma della scuola: annunci, roboanti, che in autunno si trasformano in caos. E questo perché, come dimostrano le proteste che già si levano a sinistra, Renzi non può fare il ‘berluschino’ proponendo provvedimenti ispirati a politiche di centrodestra: non ha né la copertura economica, né quella politica, ideologica e culturale. I suoi gruppi parlamentari infatti sono quelli di Bersani, eletti su altri programmi, non lo seguono”.
Per il presidente dei deputati azzurri Renzi è di fatto “prigioniero” della sua minoranza: “Dovrebbe smetterla di far finta di fare politiche liberali senza base parlamentare, riforme economiche senza risorse e riforme costituzionali senza numeri. Sembra il guerriero che sfida a colpi di spada Indiana Jones con la frusta in mano: per metter fine al barocchismo del duello, prima o poi, come fa Harrison Ford, qualcuno dovrà prendere la pistola politica”.
Sì perché, arriva ad ammettere l`ex ministro “in fondo, al premier riconosco perfino una faccia tosta e un coraggio spudorato straordinari nell`aver gestito una maggioranza che non è la sua e non la pensa come lui. Però così non si potrà andare avanti ancora per molto”, sottolinea Brunetta.