“La pazienza dei mercati finanziari nei confronti dell’Italia sta per finire. Anche la Commissione Europea, presentando le sue previsioni di primavera, ha lanciato l’allarme sui possibili rischi per il nostro Paese derivanti dal persistente stallo politico che si è venuto a creare dopo le elezioni dello scorso 4 marzo.
L’incertezza politica è diventata più pronunciata e, se continuasse, potrebbe rendere i mercati più volatili e avere conseguenze sui premi di rischio” ha scritto la Commissione, dove la volatilità del mercato è sinonimo di spread in aumento sui nostri titoli di Stato.
Nello stesso documento, Bruxelles prevede un futuro a tinte fosche per l’Italia, che resta il “fanalino di coda” d’Europa per la crescita, la più bassa dei 28 Paesi assieme a quella del Regno Unito. Il Prodotto interno lordo italiano nel 2018 crescerà del +1,5% per poi rallentare al +1,2% nel 2019, ben al di sotto della previsione appena presentata dal Tesoro nel Documento di Economia e Finanze.
Ancora più drastico il giudizio del commissario europeo per gli affari economici Pierre Moscovici, il quale ha dichiarato che gli sforzi strutturali fatti dall’Italia per il 2018 sono letteralmente stati “pari a zero”, in risposta a chi gli chiedeva se l’Italia avesse fatto lo sforzo di aggiustamento pari allo 0,3% che la Ue aveva chiesto al governo.
Quello di Moscovici è un giudizio lapidario sull’operato del Governo Gentiloni e del suo ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, che nell’ultimo anno ha pensato più a fare campagna elettorale per se stesso che a sistemare i conti pubblici italiani.
In attesa del giudizio di Maggio della Commissione sul Def, che a questo punto ci attendiamo essere particolarmente negativo, c’è solo da augurarsi che si formi al più presto un governo guidato dal centrodestra, in grado di riprendere subito in mano la disastrosa situazione in cui gli ultimi governi di centrosinistra hanno lasciato l’Italia”.