“Tutti i principali indicatori macroeconomici stanno mostrando preoccupanti segnali di rallentamento per l’economia italiana. L’indice composito sul clima di fiducia delle imprese, uno dei più importanti segnali anticipatori di una crisi economica, è infatti peggiorato ad Aprile, influenzato dal peggioramento dei giudizi del settore commercio e servizi. Anche per il manifatturiero, inoltre, si prospetta un calo degli ordinativi già nei prossimi mesi, una eventualità che avrebbe pesanti effetti anche sulla crescita del PIL, già rivista al ribasso, al +1,4%, rispetto al +1,5% ipotizzato nel Documento di Economia e Finanze presentato dal Tesoro alle Camere. Senza dimenticare il forte calo della produzione industriale registrato nei primi due mesi dell’anno.
Il peggioramento del quadro macro avrà effetti negativi anche sui conti pubblici, già alle prese con la quasi missione impossibile di reperire oltre 30 miliardi di euro nei prossimi due anni per sterilizzare completamente le clausole di salvaguardia sull’aumento dell’IVA ,che dovrebbero scattare dal prossimo gennaio. A complicare le cose ci si mette anche il rischio di una possibile manovra correttiva da 5 miliardi di euro richiesta dall’Unione Europea, dopo che il commissario agli affari finanziari Pierre Moscovici ha dichiarato che lo sforzo degli ultimi governi di centrosinistra per correggere strutturalmente il deficit è stato letteralmente “pari a zero”. L’Italia non potrà neanche richiedere un ulteriore sconto alla Commissione, dal momento che tutti gli spazi di flessibilità si sono completamente azzerati, in quanto i governi Renzi e Gentiloni si sono aggrappati a qualsiasi circostanza eccezionale per ottenere uno sconto sul deficit, purtroppo utilizzato per finanziare le mance elettorali del Partito Democratico.
Per questi motivi è necessario dotarsi al più presto di un governo a guida centrodestra, scongiurando la possibilità di ritornare subito alle urne, nell’esatto momento in cui all’Italia serve invece un governo pienamente legittimato per far fronte alle incombenze economiche e di bilancio e per scongiurare il più possibile il rischio di ricorrere all’esercizio provvisorio di bilancio che, tra le altre cose, farebbe automaticamente scattare l’aumento dell’IVA. Inoltre, se si abdicasse al tentativo di formare un nuovo governo, l’Italia si presenterebbe all’importantissimo Consiglio Europeo del prossimo giugno, dove verranno prese decisioni fondamentali sulla governance economica europea, con un Governo zoppo, al quale verrebbero imposte le proposte sviluppate dall’asse Merkel-Macron. Il restare ancora senza potere esecutivo è un lusso che l’Italia non si può proprio permettere”.