“#Inps #JobsAct #FlopAct #Renzi #Poletti L’Inps del filo governativo Tito Boeri ci dice che nel primo semestre del 2016 sono stati stipulati 845.392 contratti a tempo indeterminato, o meglio contratti a tutele crescenti (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e di apprendistato), mentre le cessazioni dei contratti a tempo indeterminato sono state 770.890, con un saldo positivo di 74.502 unità. Il dato, però, è peggiore dell’84% rispetto al saldo positivo di 468.186 contratti stabili dei primi sei mesi del 2015. Continua dunque a calare in modo clamoroso il saldo positivo dei nuovi contratti a tutele crescenti a tempo indeterminato”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“‘Il calo – osserva l’Istituto nazionale della previdenza sociale – è da ricondurre al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato (a tutele crescenti, diciamo noi) registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni. Analoghe considerazioni possono essere sviluppate in relazione alla contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (- 37,0%)’.
Proprio quello che abbiamo sostenuto noi sin dall’inizio. Il Jobs Act di Renzi e Poletti ha solamente drogato, e per un brevissimo periodo di tempo, il mercato del lavoro. Finiti gli incentivi per gli imprenditori, finito il fuoco di paglia delle contrattualizzazioni. E chissà cosa accadrà tra due anni, quando gli assunti con il Flop Act non saranno più ‘convenienti’ per i datori di lavoro… Prepariamoci, ahinoi, al peggio!”, conclude Brunetta.