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Brunetta: Italicum, “Napolitano si sveglia tardi, mai modifiche pre referendum”

 

“#Italicum #Pd #Renzi #Napolitano #Speranza Caos dentro il Partito democratico sul fronte della legge elettorale. Matteo Renzi, colui che aveva imposto l’Italicum con fiducie e violenze nei confronti del Parlamento, adesso apre alla minoranza del Pd per una possibile modifica: ‘La legge elettorale si può cambiare. Ragioniamo e ascoltiamoci tutti insieme e troviamo una soluzione’. Intanto – da quanto riportano alcuni quotidiani – tre sembrano le date possibili per il referendum costituzionale: 20 o 27 novembre e 4 dicembre. Invece di giocare al rinvio il premier indichi al più presto la domenica nella quale sarà celebrata la consultazione costituzionale. E in questo senso ci aspettiamo che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, eserciti la sua moral suasion”.

Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

“Su ‘la Repubblica’ una lunga intervista del direttore Mario Calabresi a Giorgio Napolitano, che dice: ‘Assurda la guerra alle riforme, ma serve un accordo per cambiare l’Italicum. Bocciare la revisione della Carta sarebbe un’occasione mancata, scarseggia il senso di responsabilità’. Sul ballottaggio l’ex Capo dello Stato è deciso: ‘Si rischia di consegnare il 54% dei seggi a chi al primo turno ha preso molto meno del 40% dei voti’. Perché Napolitano non ha sollevato questi suoi dubbi quando era ancora al Quirinale e dava le carte per la riforma del sistema di voto? Misteri…

Infine sul ‘Corriere della Sera’ intervista di Monica Guerzoni al leader della minoranza dem Roberto Speranza: ‘Sull’Italicum subito una svolta o al referendum voteremo No. Nel momento in cui una sola Camera fa le leggi e dà la fiducia al governo, diventa fondamentale come quella Camera viene eletta. Con l’Italicum l’equilibrio complessivo non è soddisfacente’.

Strano partito, questo Pd. Una constatazione chiara e cristallina: se l’Italicum viene dichiarato incostituzionale dalla Consulta (la decisione è attesa per il 4 ottobre) Renzi dovrebbe andare a casa, Renzi verrebbe bocciato insieme alla sua legge elettorale. Sappiamo già che in ogni caso non lo farà, ed anzi il premier cercherà – e queste sue prime aperture confermano le nostre tesi – di sfruttare la situazione per proporre modifiche alla legge elettorale prima del voto referendario. Non accetteremo mai questo ennesimo imbroglio. Mai.

Prima il voto al referendum, prima la vittoria del ‘no’, e solo dopo una nuova legge elettorale. Renzi si tolga dalla testa l’idea di voler fare il regista nella partita della nuova legge elettorale. Sarà il Parlamento a decidere dopo che Renzi sarà andato via. Senza ulteriori imbrogli, e senza ambiguità. No assolutamente ad un dibattito sulla nuova legge elettorale durante la campagna referendaria. Mai seduti al tavolo con Renzi che dà le carte, mai con uno sfiduciato dalla Consulta, mai con un baro. Prima il referendum e poi saranno le Camere a decidere”, conclude Brunetta.