”Lo dico senza remore, sostenere l’Italicum cosi’ com’e’ rappresenta una scelta eversiva da dittatorello di provincia, da parte di Renzi”: Renato Brunetta spara a zero sull’Italicum e sul premier, commentando le lettere inviate oggi al Quirinale da numerosi esponenti dell’opposizione per lanciare l’allarme contro la prospettiva di un voto di fiducia che il governo potrebbe chiedere sull’Italicum. ”Vespa dice che sono troppo ruvido”, aggiunge Brunetta, nel corso di un dibattito pubblico con il pd Nicola Latorre a Vicenza, in occasione di Panorama d’Italia, ”Ma io continuo perche’ in politica se non si e’ sinceri si e’ vespista. Chi era caduto nella trappola del premio alla lista e non alla coalizione era Berlusconi, Verdini no, anzi a Berlusconi dava pedate sotto il tavolo durante la trattativa, per dirgli di non accettare, ma lui ammaliato dall’idea di scegliere insieme il nome per Quirinale aveva detto si”’. ”E’ eversivo l’impianto della riforma”, ha proseguito Brunetta, ”col 25% dei voti espressi un partito va al secondo turno e se vince poi prende tutto, il Senato non c’e’ piu’, resta una Camera fatta di rappresentanza degli eletti delle Regioni con qualche spruzzata di sindaci, e un partito cosi’, col 25%, governa con la maggioranza assoluta! Del resto, alle ultime elezioni il Pd ha preso qualcosa meno di Grillo, circa il 25%, e con questa quota Renzi sta facendo il bello e cattivo tempo, ma attenzione: le volpi finiscono in pellicceria, come diceva Craxi di Andreoetti. Berlusconi e’ stato ingannato da Renzi e ne stiamo pagando conseguenze elettorali e di consenso. Posso assicurarvi che il mio gruppo parlamentare e’ coeso a chiedere i cambiamenti alla legge elettorale, il premio di maggioranza deve poter andare alla coalizione e non alla lista, si devono poter fare gli apparentamenti al secondo turno, e il tutto deve entrare in vigore dopo l’approvazione della riforma del Senato”