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Brunetta: Italicum, “Se Consulta lo boccia Renzi non potrà dare carte per nuova L. Elettorale, dovrà solo dimettersi”

 

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Ieri abbiamo evidenziato un’anomalia nel dibattito politico agostano: un ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che proponendo lo stravolgimento dell’Italicum lanciava messaggi, neanche tanto impliciti, non solo alla minoranza Pd ma anche alla Corte costituzionale, che bocciando la legge elettorale potrebbe, nella follia immaginifica renziana, togliere parecchie castagne dal fuoco al premier. Sembra, in questa strana partita, che il governo tifi quasi per la bocciatura dell’Italicum da parte della Consulta. Misteri inspiegabili. In realtà Renzi è in un mare di guai.

Ricordiamo che la legge elettorale in questione, con il doppio turno, è stata fortissimamente voluta – con decisione, con violenza, con sedute notturne del Parlamento, con sedute fiume, con assurde fiducie – proprio da Renzi, dal suo governo, dalla sua maggioranza e da Giorgio Napolitano (vero regista dell’operazione, che ha preteso anche l’innalzamento della soglia al 40%). L’Italicum è, quindi, la riforma di Renzi, rappresenta metà del suo fragile castello riformatore (si fa per dire), e non è stato condiviso in alcun modo con le opposizioni e con il Parlamento.

Se la Corte costituzionale il prossimo 4 ottobre dovesse bocciare, in parte o in toto, questa cattiva legge elettorale, dunque, sarebbe parallelamente la bocciatura esplicita di Renzi, del suo governo e della sua maggioranza, non del Parlamento. A nostro avviso il presidente del Consiglio dovrebbe dimettersi un minuto dopo, e in ogni caso non potrebbe in alcun modo sognarsi di dare le carte nel susseguente dibattito politico che ci sarebbe per modificare la legge elettorale.

Se la Consulta boccia l’Italicum viene palesemente meno la fiducia istituzionale al governo. Sarebbe l’inizio della fine. Verrebbe giù metà della strategia di ‘schiforme’ voluta da Renzi, sarebbe la prova generale della disfatta alla consultazione costituzionale autunnale.

Lo diciamo sin d’ora, a scanso di equivoci: non pensi Renzi di aspettare la bocciatura dell’Italicum, magari mettendo qualche buona parola diretta o indiretta in tal senso, per poi presentarsi al Paese come colui che ha pronto nel cilindro il coniglio di un ennesimo nuovo sistema di voto. Con la faccia di bronzo che si ritrova il premier sarebbe capace di tutto, sarebbe pronto a proporre la riforma della sua riforma della legge elettorale come se nulla fosse, intestandosi magari il merito dell’operazione. Così da comprarsi tanto la sua minoranza interna quanto qualche debole di spirito nel centrodestra, sempre pronto agli inciuci, e con tale mossa mettere in secondo piano il referendum, per poi vincerlo.

La Consulta decida in piena libertà e autonomia, senza subire inaccettabili condizionamenti politici. Noi ci auguriamo che l’Italicum venga dichiarato illegittimo, con Renzi che andrà a casa subito dopo. La nuova legge elettorale verrà, a questo punto, approvata in Parlamento solo dopo la vittoria del ‘no’ al referendum. E sarà proprio il fronte del ‘no’ a disegnare un sistema di voto coerente con la bocciatura della ‘schiforma’ Renzi-Boschi”.