“Sui dati relativi al mercato del lavoro la propaganda del governo Renzi raggiunge l’apice. Ultima prova si è avuta ieri, ma il copione si ripete ogni mese: prima Ministero del Lavoro e Inps pubblicano i loro dati amministrativi, incomprensibili ai più e per questo funzionali alla campagna dell’esecutivo; poi l’Istat diffonde i numeri veri, quelli che contano, gelando tutti gli entusiasmi.
Non se ne può più. Anche il presidente dell’Istituto nazionale di statistica, Giorgio Alleva, si è spazientito, denunciando in una lunga e articolata intervista l’uso politico, da parte di Poletti, Boeri e Renzi, dei dati sull’occupazione, che disorienta i cittadini.
Il mercato del lavoro italiano è fermo, e l’aumento dei contratti a tempo indeterminato non è altro che frutto della trasformazione di vecchi contratti a tempo determinato.
Nessuna creazione di nuovi posti di lavoro, quindi. Semplicemente tattica delle aziende che hanno rinviato ai primi mesi del 2015 le assunzioni che dovevano fare a fine 2014, o che stanno anticipando nel secondo semestre di quest’anno assunzioni previste per il 2016, al fine di beneficiare degli sgravi contributivi del governo.
Il rischio è di una ‘bolla occupazionale’, come è stata definita da Luca Ricolfi, generata, oltre che dagli incentivi, dal nuovo contratto a tutele crescenti, per cui nei primi tre anni il lavoratore può essere licenziato in qualsiasi momento. Un imbroglio, altro che ‘contratti stabili’. Non ci stancheremo mai di dire che fino a quando non ci sarà una crescita stabile di almeno il 2% sarà impossibile che si crei nuova occupazione.
Riportando lo sguardo sull’eurozona, i conti in tasca a Renzi li fa Federico Fubini sul Corriere: in Italia ogni persona che lavora ne mantiene un’altra che non lo fa, un rapporto 1,06 a 1 che si ritrova, così basso, soltanto in Grecia. Mentre in Germania, per esempio, è di 1,75 a 1. Alla luce del confronto europeo, quindi, i dati dell’Inps di ieri e gli entusiasmi di Matteo Renzi e del suo governo si sgonfiano come un soufflé cotto male.
Se a questo aggiungiamo che le risorse per gli sgravi sulle nuove assunzioni stanziate per il 2015 sono già quasi terminate e l’esecutivo non ha idea di come rifinanziarle, né se prorogarle anche per il 2016, la confusione sotto il cielo aumenta ancor di più.
Per non parlare del buco nei conti pubblici. Renzi e i suoi cari la smettano, per favore, di prendere in giro gli italiani e di riproporci ogni mese lo stesso ridicolo, perverso e inutile balletto di cifre su occupati e disoccupati. I tanti giovani che non trovano lavoro (44,2%) non lo meritano”.