“Il dato sull’occupazione di dicembre 2014 segna un balzo del numero di occupati +93.000, ma a guardare bene il numero è pari al calo di novembre ed ottobre. Siamo quindi tornati ai dati di settembre 2014, anzi mancano 20.000 occupati”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio.
“E se guardiamo all’ultimo trimestre del 2014 su quello del 2013, l’indicatore segna -33.000. Ugualmente si segnala un aumento degli inattivi che non è un segno di uscita dalla crisi, anzi”.
“Parlare di inversione di tendenza è quindi molto prematuro anche se gli indicatori del ciclo appaiono indicare una possibile inversione di tendenza dell’economia, o meglio una progressiva polarizzazione tra la parte rivolta all’export e quella rivolta alla domanda interna”.
“Tutti gli analisti si aspettano dai primi mesi del 2015 un forte rimbalzo dell’occupazione, e parlando con le imprese, almeno quelle più dinamiche questa sensazione appare possibile. La distanza dall’Europa, però, continua ad essere molto significativa”.
“Il dato medio della disoccupazione in area euro è pari all’11,4% (Italia 12,9%); l’Europa dei 28 paesi è sotto il 10% (9,9%), quello degli Stati leader è ancora più basso. Lo spread continua a essere molto forte”.
“I giovani: a dicembre 2014 sono occupati 918.000 giovani tra i 15 e i 24 anni, in calo dello 0,7% (-7 mila) rispetto al mese precedente e del 3,6% su base annua (-34.000). Gli inattivi sono aumentati. Quindi anche per i giovani, a fronte del calo della disoccupazione, il quadro complessivo non è tanto confortante, considerato che ci sarebbe un programma straordinario che si chiama garanzia giovani. Se guardiamo ai dati di 1 anno fa tutti gli indicatori sono con segno negativo”, conclude Brunetta.