“Si sente parlare negli ultimi mesi, ed ancor più nelle ultime settimane, di un possibile ritorno automatico al Mattarellum nel caso in cui la Corte costituzionale dovesse dichiarare illegittima l’attuale legge elettorale, il cosiddetto Porcellum.
Mi sembra però che vada assolutamente esclusa una reviviscenza ‘sic et simpliciter’ del sistema elettorale precedentemente vigente. Per una semplice ragione: nel Mattarellum non esistevano le circoscrizioni estere e di conseguenza non era prevista l’elezione di deputati e senatori in rappresentanza dei cittadini italiani che non vivono più nel nostro Paese.
L’elezione di parlamentari esteri venne inserita prima in Costituzione nel 2000 e successivamente la legge elettorale, scritta da Roberto Calderoli e votata dal Parlamento nel dicembre 2005, si adeguò a quella modifica della nostra Carta fondamentale.
Le prime elezioni nelle quali vennero eletti senatori e deputati nelle circoscrizioni estere furono per l’appunto quelle del 2006.
Il Mattarellum non prevede nulla di tutto ci ò, per cui sarebbe quanto meno inapplicabile e si discosterebbe da quanto ormai previsto dalla Costituzione.
Per questo motivo non è possibile, in caso di bocciatura del Porcellum da parte della Consulta, un ritorno automatico al precedente sistema di voto. A quel punto dovrebbe essere il Parlamento ad intervenire per cambiare legge elettorale o per correggere le parti del Porcellum dichiarate eventualmente illegittime”.