Brunetta: Manovra, “Con Ape rischio aumento debito pensionistico di 44mld”
“Sappiamo che il governo è stato bloccato sulla voluntary e su altre misure che aveva coperto inizialmente con aumenti automatici di accise, che comparivano nelle prime bozze della manovra. Ciò significa totale illegittimità e totale noncuranza di quelle norme che da quest’anno impediscono l’inserimento di clausole di salvaguardia. E’ o non è una presa in giro? Cosa sperava il governo, di farla franca?
E poi. Nella manovra dove sono le risorse per la decontribuzione al sud? Erano nelle slide, ora dove sono? Sempre annuncite acuta? E, più in generale, dove sono le risorse per la decontribuzione sul lavoro per i prossimi anni al resto d’Italia?
Altro argomento. L’Ape a pagamento farà la fine dell’articolo del Tfr? I sindacati oggi hanno detto che non funzionerà in alcun modo.
Secondo le stime del presidente dell’Inps, Tito Boeri, gli interventi sulla quattordicesima, sui lavoratori precoci e la sperimentazione sull’Ape social aumenta il debito pensionistico di circa 20 miliardi. Poi ci sono i costi legati all’estensione della fascia di reddito non tassata per i pensionati, più i crediti d’imposta per chi chiede l’Ape di mercato. E varie questioni aperte, che possono generare altre spese.
‘Non è detto – ha detto Boeri – che dopo il 2018 sarà facile interrompere l’Ape social, anzi la pressione ad allargare la platea dei beneficiari sarà forte. Se questo strumento venisse rinnovato anche solo nella forma attuale e reso strutturale, ci sarebbero altri 24 miliardi di debito pensionistico. Dunque in totale 44 miliardi in più’.
Insomma. Misure caotiche e costose, altri debiti per provare a comprare consenso in vista del referendum. Inaccettabile”.