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BRUNETTA, “MANOVRA CONTE-SALVINI-DI MAIO UN VERO FLOP, ARRIVATA LA VENDETTA DEI MERCATI”

 

GOVERNO spread

 

“Per raggiungere gli obiettivi di crescita previsti dal Governo servirebbe un vero e proprio miracolo. È questo, in sintesi, il riassunto del discorso dell’audizione di oggi dell’ISTAT sulla Legge di Bilancio presentata dall’Esecutivo Conte. L’istituto di statistica ha infatti stimato che, solo per raggiungere il tasso di crescita del +1,2% prevista dal Governo per quest’anno, il Pil dovrebbe aumentare nel quarto trimestre del +0,4%. Considerando che l’economia è in fase di rallentamento, che il Pil del terzo trimestre ha avuto crescita zero e che i dati di oggi sulla produzione industriale hanno certificato come l’industria italiana sia già entrata in recessione nell’ultimo trimestre, occorrerebbe davvero un miracolo per poter crescere sopra il +1,0% nel quarto trimestre. Per non parlare della crescita del 2019, che molti istituti di previsione stimano ormai a circa la metà del +1,5% previsto dal Governo nelle tabelle della manovra.

La minor crescita avrà ovviamente un impatto negativo anche sui conti pubblici e, in particolare, sul rapporto deficit/Pil e debito/Pil. Per il primo, il Governo ha stimato un 2,4% per il prossimo anno, mentre la Commissione Europea un 2,9%. Oggi, anche l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha stimato un 2,6%, che sembra comunque ancora molto ottimistico.

La reazione dei mercati a questi ultimi dati non si è fatta attendere. Lo spread è risalito fin quasi a quota 320 punti base nei confronti del Bund tedesco e il rendimento del BTP decennale è risalito al 3,45%, ai massimi dallo scorso ottobre, quando si verificò l’impennata successiva al declassamento del debito italiano da parte dell’agenzia di rating Moody’s. In rosso ancora la Borsa con le banche di nuovo nel mirino, anche per effetto della notizia che banca CARIGE, ormai a un passo dal fallimento, ha deciso di sospendere la negoziazione del titolo, in attesa che il consiglio di amministrazione decida quali mosse prendere per evitare di creare un nuovo caso Etruria. La banca di Genova sembra essere entrata in una forte crisi di liquidità, oltre ad avere una soglia di capitalizzazione assolutamente insufficiente per rispettare i parametri della vigilanza europea. La crisi dello spread e il credit crunch hanno quindi fatto la prima vittima illustre. “Dello spread me ne frego”, dicevano baldanzosamente i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio durante il picco della crisi. Oggi saranno i clienti di CARIGE a toccar con mano che dello spread, purtroppo, non ce se ne può fregare”.