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Brunetta: MPS, “Decreto pessimo, il Parlamento lo cambi”

 

 

“Oggi è stato incardinato alla Camera il decreto per la salvezza delle banche italiane e in particolare per Monte dei Paschi di Siena. Ho voluto essere presente a questa seduta, che di solito è di tipo burocratico-formale, per dare il senso della drammaticità del momento e dell’importanza di questo decreto”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, conversando con i cronisti a Montecitorio.

 

“Una settimana fa – ha continuato – abbiamo approvato una risoluzione, votata anche da Forza Italia, per consentire al governo di utilizzare venti miliardi, a valere sul debito pubblico, per salvare le banche italiane. Salvarle nella trasparenza, nell’equità, nella tutela dei risparmiatori, colpendo gli amministratori infedeli, facendo chiarezza su chi ha distrutto MPS, Etruria e le altre banche in crisi. Vogliamo chiarezza, vogliamo una commissione parlamentare d’inchiesta, vogliamo che Morelli, quello della soluzione di mercato per Mps, se ne vada a casa, vogliamo chiarezza su chi abbia fatto fallire Monte dei Paschi negli ultimi anni, vogliamo chiarezza sulle altre banche, vogliamo chiarezza su chi doveva vigilare e non ha vigilato, Banca d’Italia e Consob. Vogliamo tutto questo – ha sottolineato Brunetta – proprio perché abbiamo votato la risoluzione della maggioranza. Abbiamo il diritto di pretendere il coinvolgimento di tutto il Parlamento. Questa materia è troppo importante, questo momento è talmente grave che le spalle del governo Gentiloni non ce la fanno da sole a reggerlo, ci vuole il coinvolgimento di tutti i gruppi parlamentari”.

 

“Se così sarà – ha aggiunto Brunetta -, proseguiremo con il nostro senso di responsabilità, in caso contrario, se cioè Padoan continuerà a fare lo stesso gioco che ha fatto nei mille giorni di Renzi, ci sarà la nostra più totale e dura opposizione. Speriamo ancora che ci possa essere una più ampia condivisione, finora però non l’abbiamo vista. Il decreto è pessimo, scritto male, in conflitto con la Bce, parziale, iniquo, tratta in maniera diversa stesse tipologie di investitori e risparmiatori. Questo è inaccettabile, che Padoan e Gentiloni ci pensiono e ci ripensino. Noi siamo qui per assumerci le nostre responsabilità e modificare questo pessimo decreto e farne uno di diverso – ha concluso – che risponda alle esigenze del sistema bancario italiano”.