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Brunetta: “Ora anche in Italia un referendum. Il Ppe? Pazienza…” (la Repubblica)

 

RB

 

Intervista a Repubblica

 

INTERVISTA A RENATO BRUNETTA SU REPUBBLICA

“Ora anche in Italia un referendum. Il Ppe? Pazienza…”

«E referendum su quest`Europa sia, anche in Italia. Perché non potremmo tenerlo anche qui?»

Il referendum lo chiede già la Lega, ma in Italia non si può, presidente Renato Brunetta.

«Sui trattati internazionali in Italia ad oggi non è possibile. Ma è stato possibile in Francia sulla Costituzione europea. E sarà possibile in Gran Bretagna sulla permanenza nell`Unione. Siamo in fase di revisione della Costituzione italiana, non esiste alcun tabù. E adesso che la Grecia ha rimesso in discussione questa Europa della burocrazia e del rigore, tutto è possibile».

Anche Renzi invoca un`Europa diversa.

«Renzi dovrebbe tacere. In un anno e mezzo di governo non ha toccato palla in Europa, nonostante il semestre di presidenza: su immigrazione, terrorismo, Ucraina e ora Grecia. Zero. Fino alla cena con cui Hollande e Merkel hanno deciso la linea da imporre ai partner. Come sempre. Il nostro non c`è e se c`è dorme».

Possibile che consideriate quella di Syriza e Tsipras una vostra vittoria?

«Quanto di più lontano da noi. Ma il premier greco ha detto no alla cattiva Europa del rigore a guida teutonica. Dunque, nessuno scandalo, viva Tsipras».

Con quella che “chiama cattiva Europa”, cioè con la Merkel, convivete nel Ppe. Lo ricordate?

«Macché, la Merkel ha fatto cadere Berlusconi. Lei e Sarkozy. E poi nel Ppe c`è di tutto. Non si può pensare di far fuori governi legittimi. Con noi la signora c`è riuscita, con la Grecia c`ha provato ma senza riuscirci».

Il premier invoca anche lui un cambio dì passo rispetto all`austerity, gliene darà atto.

«L`ho preso talmente sul serio da mandargli una lettera con suggerimenti: archiviare le misure sangue, sudore e lacrime perché si sono rivelate sbagliate e inefficienti; rilanciare le quattro unioni: bancaria, economica, di bilancio e politica; incalzare la Germania perché dimezzi il suo surplus che oggi è al 7 per cento; lanciare un grande piano di investimenti da mille miliardi».

Renzi le ha risposto?

«Gli abbiamo offerto la nostra mano sulla politica estera. Non ha mai risposto».