“Volano gli stracci alla direzione del Partito democratico. Ormai resta solo un partito stracciato e poco più. Di questo passo, l’implosione è ormai questione di tempo. Oggi il segretario-premier, Matteo Renzi, ha preso sberle a destra e a manca, e si è difeso goffamente dicendo tutto per non dire niente. Solita tecnica del rilancio renziano, ormai conosciuta e noiosa quanto inefficace.
Durante il dibattito in direzione dem il più duro è stato certamente Gianni Cuperlo che ha attaccato, rivolgendosi al presidente del Consiglio: ‘non mostri la statura di un leader, anche se a volte coltivi l’arroganza dei capi. Questo può fare il danno del Pd’; ‘sento il peso di stare in un partito che non ha molto delle ragioni che me lo ha fatto scegliere’; ‘qui non c’è qualcuno, non c’è nessuno che ha più titoli di altri di chiedere lealtà’; ‘la vicenda Tempa Rossa non si può chiudere nella sintesi ‘ho deciso io’. Un emendamento viene inserito di notte perché lo decide il premier?’.
Bordate anche da Roberto Speranza: ‘avevamo un partito senza primarie, ora rischiamo di restare con le primarie ma senza più partito’; ‘dobbiamo fare uno sforzo per ricostruire il partito come comunità. Su questo la segreteria di Renzi è stata del tutto insufficiente’; ‘la nostra gente mi dice che è al limite, non ne può più, il partito non capisce più dove va’; ‘c’è un popolo intero di sinistra che rischia di non capire più dove stiamo andando’; nel Pd ‘c’è un leader forte e una sommatoria di comitati elettorali. Quello che manca è un partito”.
Fino ad Michele Emiliano: ‘hai parlato un po’ imprudentemente della magistratura di Potenza, una sentenza è arrivata oggi, sul centro oli di Viggiano, che è praticamente la stessa cosa’; ‘se avessi potuto parlare con Renzi io avrei voluto dirgli ‘in merito all’emendamento Tempa Rossa ti hanno detto che la Puglia contrastava il progetto? Ti hanno detto bugia!’. Quello è un emendamento che chiamo ‘frega-Puglia’’; ‘io non sono uno della minoranza, Renzi l’ho votato e continuo a pensare che sia un uomo di grande valore ma deve fare la cortesia di ascoltare anche qualcuno che ha i capelli bianchi, che perde tempo a studiare’; ‘nessuno di noi ha promosso il referendum, i consigli regionali hanno proposto la questione. Ma il Pd si vuole porre questione sul fatto che 9 Regioni chiedano un referendum?’.
Renzi solitario, attorniato dagli ormai fedelissimi Orfini e Serracchiani, applaudito fintamente da un partito che ormai non gli crede più. Oggi alla direzione del Partito democratico è iniziata la fine, inesorabile, di un finto e falso leader”.