“Nel corso della trasmissione ‘Porta a Porta’, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, definisce, di fatto, insensata la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco dell’adeguamento all’inflazione delle pensioni superiori a 3 volte il minimo voluta dal governo Monti nel decreto cd. ‘Salva Italia’, e sostiene che aver rimborsato solo 2 miliardi su 18 ci abbia fatto recuperare credibilità in Europa.
La realtà è totalmente diversa: la politica di Matteo Renzi passa di annuncio in annuncio e di imbroglio in imbroglio. L’ok della Commissione europea deriva semplicemente dal fatto che non sono cambiati i saldi di bilancio rispetto alla situazione illustrata nel Documento di Economia e Finanza, che la Commissione stessa in queste settimane sta valutando. Vuol dire che il decreto che, si dice, è stato approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri è del tutto ininfluente. La controprova dell’imbroglio, appunto.
Matteo Renzi la credibilità l’ha già perduta con gli 80 euro, distribuiti un anno fa, prima delle elezioni europee, come mancia a un target ben definito (i suoi elettori), e facendoli pagare, attraverso l’aumento delle tasse, al resto della popolazione, inclusi i pensionati. Quegli stessi pensionati che, oltre a non aver beneficiato degli 80 euro, pur avendone sostenuto il costo, oggi si trovano a non vedersi riconosciuto un diritto su cui si è espressa addirittura la Corte Costituzionale.
Diciamolo chiaramente: Renzi non restituisce ai pensionati italiani quanto spetterebbe loro (18 miliardi) perché ha speso tutti i suoi soldi con il bonus degli 80 euro. Ogni buon padre di famiglia si lascia qualche margine di spesa per far fronte agli imprevisti. Renzi, invece, si è spinto fino al limite. E oggi non ha le risorse per adempiere alla sentenza della Corte. È questa la sua credibilità? È più insensata la sentenza della Corte o la sua politica economica da irresponsabile? I numeri sono numeri: restituendo solo 2 miliardi sui 18 dovuti, Renzi ruba ai pensionati italiani 16 miliardi di euro, dopo aver loro aumentato le tasse per finanziare il bonus degli 80 euro. Il danno e la beffa”.