“L’audizione dell’Agcom svolta oggi in Commissione di vigilanza Rai è stata a dir poco surreale. Il presidente Agcom Cardani ha parlato per quasi un’ora per dire, sostanzialmente, che i dati aggregati sul referendum confermativo delle riforme costituzionali, richiesti da molte settimane dalla Commissione di vigilanza Rai arriveranno, forse, nel pomeriggio.
In un’ora di esercizio linguistico, il presidente Cardani è stato capace di non dire nulla, non fornendo alcuna informazione o spiegazione in più che possa risolvere la querelle relativa al tema della par condicio nei periodi non elettorali, con particolare riferimento al referendum confermativo del prossimo ottobre. Tutto ciò mentre continua la strabordante occupazione mediatica di Renzi e di tutto il governo a favore del Sì, tanto sulla Rai, quanto sulle tv private.
La sovraesposizione mediatica del premier a vantaggio del Sì al referendum è stata certificata con chiarezza dai dati Agcom, seppur incompleti e disaggregati forniti ai componenti della vigilanza Rai alcuni giorni fa e relativi però solo ai tg e ai programmi di approfondimento Rai.
Non è più possibile sopportare altri tentennamenti e perdite di tempo da parte dell’Agcom. Fuori tutti i dati. Le rilevazioni, come ha puntualmente ribadito oggi lo stesso Cardani, sono svolte 24 ore su 24 dalla società Geca Italia e consentono analisi di qualunque tipo, praticamente in tempo reale. Allora perché perdere altro tempo?
I dati ci sono, che vengano pubblicati, così da porre fine a questo insensato atteggiamento di connivenza e complicità con il governo, dimostrato dall’Agcom.
E’ un comportamento molto grave, che mina i rapporti di leale collaborazione tra l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e il parlamento. Il tempo è scaduto: siano al più presto resi noti, come richiesto dal mio esposto depositato più di una settimana fa, i dati aggregati, sugli spazi dedicati da tutte le emittenti pubbliche e private, alle ragioni del Sì e del No al referendum sulle riforme costituzionali”.