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Brunetta: Regionali, “Il pericolo per la democrazia italiana di un Matteo contro Matteo”

 

matteo renzi

 

“I risultati di questo voto non mi hanno francamente sorpreso, compresa la visibile stanchezza del Paese di fronte al chiacchiericcio violento e inconcludente di Renzi.

La questione dell’insuccesso di Forza Italia merita un’analisi che è importantissimo sia fatta con unità di intenti, nella stima reciproca e nella consapevolezza che nessuno può chiamarsi fuori. Nessuno strumentalizzi la sconfitta per cavalcare la propria ascesa.

Detto questo, io credo che il rilancio di Forza Italia sia una necessità della democrazia italiana. Il nostro paese non può permettersi l’indebolimento della componente moderata e liberale, pena lo scivolamento inesorabile in una sorta di dittatura peronista di chi vuole costruirsi una legge elettorale su misura per impadronirsi di tutte le istituzioni elettive e non. La crescita della Lega, che merita tutti i voti che ha,  se diventasse leadership nel centrodestra, regalerebbe a Renzi e al Pd la certezza di un monopolio esiziale per la democrazia dell’alternanza.

Il rilancio del nostro partito passa da un rilancio dell’identità liberale. Per questo non servono dichiarazioni astratte di ideali e di valori, ma la concretezza di proposte convincenti. Il fatto è che ce le abbiamo, e sono radicalmente alternative a quelle tutte-tasse-e-80-euro di Renzi.

Questa ripresa forte di contenuti ed immagine ha bisogno assoluto della leadership di Silvio Berlusconi, la cui presenza piena e senza le ingiuste catene che ne hanno frenato l’impegno è condizione per me inderogabile, storicamente, moralmente, politicamente.

Di certo il primo punto della revisione che dobbiamo fare insieme riguarderà il Patto del Nazareno, e la differenza tra l’eccellente e leale disposizione del presidente Berlusconi e quella che si sta sempre più dimostrando l’intenzione egemonica del presidente del Consiglio e segretario del Pd Matteo Renzi, che anche gli elettori di sinistra hanno dimostrato di non volere”.